Altri progetti nazionali 
Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali

EarlyGeoPraxis [ENG] 
Positioned Cosmology in Early Modernity: The Geo-Praxis of Water-and-Land Management in Venice

Responsabile: Pietro Daniel Omodeo
Durata: 48 mesi (inizio 01/9/2020)
Contributo: € 319.996,00 (Progetto FARE – Bando 2018)

Carta geografica, progetto EarlyGeoPraxis
Credits: Bondesan A., Meneghel M., Rosselli R., Vitturi A. (Eds), (2004)

Il progetto EarlyGeoPraxis investiga il legame intercorrente tra cosmologia e prassi geologica nella prima età moderna concentrandosi sulla "città acquatica" di Venezia, esemplare del rapporto natura-civilizzazione alla luce di domande sollevate dai dibattiti attuali sull’Antropocene circa le conseguenze dalla trasformazione antropica dell’intero sistema-terra.

Il progetto integra la ricerca cosmologica svolta nel contesto ERC “Institutions and Metaphysics of Cosmology in the Epistemic Networks of Seventeenth-Century Europe”, esaminando la dimensione pratica dell’astronomia speculativa, in particolare la materialità della cosmografia e la gestione del territorio come base socio-ecologica di politiche culturali.

In questa cornice si avvieranno inoltre studi comparati, storici e globali, per ampliare la prospettiva dell’indagine.

StaR-Map 
States of Radicalizazion. Mapping New Semantics of Political Violence in Europe

Responsabile: Tomasello Federico
Durata: 24 mesi (inizio 01/4/2020)
Contributo: € 102.700,00 (SPIN 2019 – Misura 1 – Call di Ateneo)

Foto di Omni Matryx da Pixabay
Foto di Omni Matryx da Pixabay

La categoria di radicalizzazione è divenuta il significante egemone nella descrizione del fenomeno terroristico contemporaneo, assumendo così centralità negli studi sulla violenza politica. Ciononostante, la definizione stessa e i contenuti di questa nozione rimangono oggetto di un vivace dibattito internazionale e di crescenti dubbi intorno al suo rigore analitico e valore euristico. StaR-Map propone un’esplorazione in profondità dei molteplici strati di significato di questo concetto allo scopo di ridefinire il quadro epistemologico degli studi sulla radicalizzazione e di spingerli oltre l’ambito del fondamentalismo islamista cui sono rimasti finora confinati. L’obiettivo è verificare il valore euristico della categoria di radicalizzazione per indagare nomi e forme della violenza del mondo contemporaneo e costruire una mappa empirica e concettuale delle principali fattispecie di violenza politica che segnano l’attuale panorama europeo.

cONSONaNCE 
“tOward a multimodal theory of harmoNy. from pythagoraS tO NeuroscieNCEs, and back”

Responsabile: Di Stefano Nicola
Durata: 24 mesi (inizio 01/10/2019)
Contributo: € 114.000,00 (SPIN - Call di Ateneo)

Scoperto da Pitagora più di duemila anni fa, il fenomeno della consonanza rappresenta un concetto fondamentale della teoria e dell’estetica musicale. Ad oggi, tale fenomeno manca di una spiegazione definitiva, sia in termini psicologici, neurofisiologici o fisico-acustici, rendendo così la consonanza uno degli argomenti più dibattuti nel panorama di ricerca attuale. Utilizzando un metodo multidisciplinare che combina l’estetica e la musicologia con la psicologia e le neuroscienze, questo progetto mira a studiare la percezione multimodale e crossmodale della consonanza, verificando se essa possa emergere da diversi sensi e se l'integrazione sensoriale sia influenzata dal grado di consonanza di diversi stimoli in diverse modalità.

iThread 
Italian Theatre Reverberated: An Artistic Diaspora Across Central Europe in a Multilingual Context

Responsabile: Tatiana Korneeva
Durata: 24 mesi (inizio 01/05/2019)
Contributo: € 111.770,00 (SPIN - Call di Ateneo)

Il progetto intende analizzare, in una prospettiva interdisciplinare, il teatro italiano come paradigma per la comprensione dei processi di transfer di conoscenza tra l’Europa dell’Ovest e dell’Est nel corso del secolo diciottesimo alla luce delle intersezioni tra la storia del teatro, la musicologia e gli studi culturali. iThread coglie la prospettiva del dramma italiano in quanto consente una considerazione ravvicinata dei processi di circolazione dei repertori drammatici anche in relazione alla mobilità di attori e cantanti. L’obiettivo del progetto è esaminare un corpus di drammi e libretti che occupavano un posto centrale nello spettacolo del potere assoluto nell’Europa del Settecento. Messi in scena sia in lingua originale che in traduzione in tedesco, francese e russo, questo corpus multi-lingue costituisce un patrimonio culturale europeo non ancora debitamente discusso nell’ambito della critica drammaturgica.

Materiale video "Road Trip to St Petersburg: Suitcase repertoire of Italian Theatre practitioners"

Mnemedance [ENG] 
Memory in Motion. Re-Membering Dance History

Responsabile: Susanne Franco
Durata: 35 mesi (2019-2022)
Contributo: € 49.043,75 (SPIN 2018, Misura 2, Call di Ateneo)

Crediti: fotografia di Sara Lando

Il progetto indaga la relazione tra danza e memoria per ripensare la storia della danza come una disciplina che può avere un impatto su altri ambiti artistici e nelle scienze umane. Lo studio della memoria intesa come strumento può fornire alla storia della danza la possibilità di rintracciare il passato concettualizzandolo come un processo costante più che come la somma di saperi stabili e acquisiti. In danza la memoria implica sempre il movimento dei corpi che la attivano, la incorporano e la recepiscono in un flusso costante. Da questa prospettiva il corpo che danza è studiato come un dispositivo di memorizzazione e archiviazione, e il movimento corporeo come uno strumento per attivare strategie di conservazione e trasformazione dei significati. Mnemedance, mira inoltre a mettere in discussione le genealogie canoniche di artisti, pratiche e tradizioni coreografiche, che la storiografia della danza ha stabilito spesso senza tenere conto di rimozioni, oblii o forme di resistenza. Il progetto mette infine in discussione l’assunto secondo cui la danza è una forma effimera e non riproducibile di sapere, analizzando il ruolo dei danzatori nell’elaborazione, conservazione, trasmissione e accessibilità dei saperi collettivi. 

TRUST IN SCIENCE 
The pragmatic and ontic debates

Responsabile: Eleonora Montuschi
Durata: 28 mesi (inizio 01/02/2019)
Contributo: € 51.000,00 (SPIN - Call di Ateneo)

Il quadro di ricerca mira a creare le condizioni – teorico/intellettuali e pratiche – per promuovere un dibattito consapevole e informato sul tema della fiducia nella scienza. Parlare di fiducia nella scienza nel contesto della contemporanea ‘società della conoscenza’ sembrerebbe un dato di fatto. Al contrario la scienza sconta oggi un pesante calo di affidabilità – in parte dovuto ad un generale declino della fiducia nelle istituzioni democratiche, e in parte alla difficoltà di far fronte alla complessità dei problemi del mondo contemporaneo, che richiedono soluzioni altrettanto complesse e la messa in moto di competenze a largo raggio non sempre fra loro compatibili. Conflitto, incertezza, disaccordo fra gli esperti scientifici vengono spesso letti come segnali di sfiducia tout court nella capacità della scienza di produrre conoscenza al tempo stesso affidabile e utile. Ripensare i fondamenti dell’idea di fiducia nella scienza in un quadro che riunisce, facendole interagire, le condizioni teoriche e le applicazioni pratiche della conoscenza scientifica, offre un punto di partenza ineludibile per il rilancio di una seria discussione pubblica sul ruolo e la funzione sociale della scienza.
Lo scopo di questa ricerca è individuare ed assemblare un network di expertise intorno a questi temi, coniugandoli su diversi domini e contesti applicativi.

Last update: 21/05/2024