Primi piani

Massimo Stella
Critica letteraria e letterature comparate

Ci parli di lei: da dove proviene, cosa insegna a Ca’ Foscari, quali sono i suoi interessi e i suoi ambiti di Ricerca.
Mi chiamo Massimo Stella e vengo dalla Scuola Normale di Pisa. Insegno Critica Letteraria e Letterature Comparate e Teoria della letteratura. I miei principali ambiti di ricerca sono il modernismo europeo, il teatro europeo early modern, la  ricezione della tradizione classica nelle letterature moderne,  la riflessione teorica sulla letteratura.

Qual è stato il suo percorso accademico?
Provengo dagli studi di filologia classica, ma la filologia classica in cui mi sono formato era una disciplina già ampiamente comparativa. Studiare con i maestri con cui ho studiato io significava non soltanto "sapere di greco e di latino", ma conoscere, per esempio, la psicanalisi, la filosofia francese e tedesca tra Hegel e Foucault, conoscere e leggere gli autori del canone letterario europeo moderno, conoscere la teoria della letteratura e via dicendo.

Quali sono i suoi modelli / punti di riferimento professionali?
La comparatistica è una disciplina senza modelli, credo. Nel senso che dalla filologia classica, alla filologia romanza, all'anglistica, alla francesistica, alla germanistica, all'iberistica, agli studi filosofici e agli studi linguistici e alla psicanalisi dovremmo enumerare troppi nomi e "modelli"...

Ha sempre pensato che questa fosse la sua strada?
Sì.

Qual è l'aspetto che più l’appassiona del suo ambito di ricerca?
Il metodo e, soprattutto, il dibattito sul metodo, perché il metodo si intende in molti sensi: l'anima della nostra disciplina è la metodologia.

Cosa significa, per lei, insegnare e fare ricerca?
Insegnare e fare ricerca sono due attività assolutamente complementari per me. La ricerca senza l'insegnamento sarebbe forse mutila.

Le soddisfazioni professionali più grandi?
Una lezione ben fatta. Un saggio ben scritto e ben pensato.
L’ambito di cui si è sempre voluto/a occupare ma che non ha ancora avuto occasione di esplorare?
Ho una fascinazione per la storia dell'arte, ma non mi azzarderò mai a seguire questa mia fascinazione.

Cosa dice ai giovani che cominciano il loro percorso universitario?
Che devono avere molta determinazione e molto amore per lo studio. Che non devono cercare scorciatoie.

E a quelli che si avvicinano alla ricerca oggi?
Di mantenere autonomia di pensiero di fronte alle molte "mode" della ricerca. Le mode cambiano ogni cinque, dieci anni. La vera ricerca è durevole.

Perché Ca’ Foscari e Venezia?
Ca' Foscari è un Ateneo molto dinamico e di prestigio. Sono onorato di potervi insegnare.

Domanda libera
Se ho la possibilità di rispondere a una domanda libera, la domanda sarebbe: "Come ha affrontato a suo avviso Ca' Foscari la pandemia"?
E la risposta sarebbe: nel modo migliore possibile. Ho sempre insegnato in presenza quest'anno, sempre in aula, senza che ci sia mai stato un assembramento, una situazione di pericolo. L'organizzazione è stata davvero notevole e le risorse investite sono state ottimamente impiegate. Non resta che riportare gli studenti a Venezia. In questa meravigliosa città.

Last update: 21/05/2024