Primi piani

Giuliana Giusti
Glottologia e linguistica

Ci parli di lei: da dove proviene, cosa insegna a Ca’ Foscari, quali sono i suoi interessi e i suoi ambiti di Ricerca
Sono linguista cafoscarina, fin dal mio primo anno di università, quando ho inserito nel piano di studio il corso di Glottologia del prof. Cinque come una sfida alla vulgata che fosse un corso "troppo difficile da mettere al primo anno". Guglielmo Cinque presentava in modo affascinante e coinvolgente i principi base della sintassi generativa che applicava alle lingue i principi della ricerca scientifica di base. Mi ha aperto un mondo a cui ho immediatamente desiderato di appartenere. I miei ambiti di studio sono la sintassi formale (ora si chiama minimalista) delle lingue romanze, germaniche e balcaniche e le sue applicazioni nello studio dell'acquisizione, della variazione diacronica e sincronica, e dell'impatto del genere sulla rappresentazione di sé.

Qual è stato il suo percorso accademico?
Ho frequentato la laurea in Lingue e Letterature Straniere a Ca' Foscari dal 1980 al 1985. L'università di California Berkeley nel 1985-86. Sono stata assistente di ricerca del prof Schwarze all'Università di Konstanz nel 1987. Dottoranda di linguistica all'Università di Padova dal 1987 al 1991, trascorrendo periodi nelle Università di Ginevra e di Washington e al MIT. Dal 1992 al 2000 sono stata docente di ruolo di lingua inglese nella scuola superiore. Dal 2000 al 2005 sono stata ricercatrice in Linguistica a Ca' Foscari, dal 2005 al 2017professoressa associata, e ordinaria da allora ad oggi.

Quali sono i suoi modelli / punti di riferimento professionali?
Sotto la guida del prof. Cinque che è stato il mio relatore di tesi di laurea e dottorale sono venuta a contatto con i maggiori esponenti della linguistica generativa fin dai primi anni di studio; difficile enumerarli ma posso citare Noam Chomsky, Henk van Riemsdijk, Luigi Rizzi. Durante un anno di scambio con l'Università di Berkely ho studiato con Charles Fillmore e George Lakoff, che hanno sviluppato in me la capacità di considerare ipotesi alternative con scientificità e indipendenza di giudizio. Nel corso degli anni molte colleghe e colleghi sono diventati anche punti di riferimento professionale come Anna Cardinaletti e Mila Vulchanova. Ammiro grandemente Tania Reinhard per il suo pensiero linguistico e politico e mi rammarico di non averla conosciuta di persona.

Ha sempre pensato che questa fosse la sua strada?
Quando sono arrivata a Ca' Foscari non sapevo nemmeno che esistesse la linguistica. Appena ho capito cosa fosse ho pensato che contribuire a sviluppare consapevolezza linguistica a tutti i livelli può migliorare la vita delle singole persone e della società. Sapere quali sono i meccanismi della competenza delle lingue nazionali, regionali e locali, straniere e classiche), perché le lingue cambiano nel tempo e nello spazio, perché la lingua connota la (non-)appartenenza a gruppi sociali può renderci persone migliori, più accoglienti e più tolleranti verso chi parla in modo diverso. E può aiutarci ad accettare noi stesse/i anche se non parliamo una varietà standard o se ci troviamo in un paese o una regione diversa da dove abbiamo acquisito la prima lingua.

Qual è l'aspetto che più l’appassiona del suo ambito di ricerca?
Quando si raccolgono dati su un fenomeno preciso, spesso tutto sembra confuso, disordinato, del tutto casuale. Formulare un'ipotesi teorica ci permette di fare ordine, capire il cuore del fenomeno e individuare quali altri fenomeni interagiscono creando la confusione apparente. Questo aspetto della linguistica teorica è quello che non finisce mai di stupirmi e di appassionarmi.

Cosa significa, per lei, insegnare e fare ricerca?
Nei miei insegnamenti, anche quelli di livello più iniziale, adotto sempre il metodo scientifico: osserviamo dei fenomeni, facciamo un'ipotesi che può essere falsificata dai dati reali, applichiamo i test previsti dall'ipotesi e la verifichiamo. Se viene falsificata cerchiamo di capire se ci sono interferenze con il fenomeno che stiamo studiando. Altrimenti, modifichiamo l'ipotesi o la scartiamo, formulando un'ipotesi alternativa che sarà soggetta allo stesso procedimento di validazione. Non insegno verità monolitiche perché nello studio scientifico non esistono. Insegno anche ad essere creative o creativi nell'applicare le metodologie studiate anche a piccoli esperimenti linguistici su dialetti, dati di acquisizione, usi linguistici particolari.

Le soddisfazioni professionali più grandi?
Ho avuto innumerevoli soddisfazioni nell'insegnamento e nel riconoscimento scientifico. Molte/i studenti che hanno frequentato con me corsi di linguistica avanzata e hanno fatto una tesi di ricerca sono ora ricercatrici o ricercatori riconosciuti all'estero. Aver guidato i loro primi passi nella carriera professionale mi riempie di orgoglio. Sono stata visiting scholar presso l'Università di Cambridge nel 2011 e visiting professor presso l'Università di Paris St. Denis nel 2012 e sono stata insignita del titolo di professoressa onoraria della facoltà di lingue dell'Università di Bucharest nel 2015. Questi riconoscimenti mi spronano a continuare nella mia attività di ricerca per continuare ad esserne degna.

L’ambito di cui si è sempre voluto/a occupare ma che non ha ancora avuto occasione di esplorare?
La linguistica computazionale nei suoi vari aspetti: non solo gli approcci statistici e quantitativi allo studio del linguaggio ma anche gli aspetti di simulazione linguistica e di analisi di big data linguistici. Sono ormai troppo anziana per cominciare da capo, ma lavorare nella squadra di VariOpInTA (variazione e opzionalità in Italoromanzo) mi sta facendo capire che non è importante saper fare tutto. Quello che conta è essere aperte alla collaborazione e trovare collaboratori e collaboratrici esperte nel proprio ambito.

Cosa dice ai giovani che cominciano il loro percorso universitario?
Alle giovani e ai giovani dico di seguire le loro inclinazioni nello specializzarsi nell'uno o l'altro ambito tra quelli offerti nei corsi di laurea e di laurea magistrale acquisendo strumenti metodologici per continuare la loro formazione. Raccomando di non limitarsi ad acquisire conoscenze e contenuti ma di dedicarsi allo sviluppo delle competenze di applicazione delle metodologie ad altri ambiti e dell'autonomia di giudizio. Saper valutare un'argomentazione è importante in ogni momento della vita, non solo nella vita professionale ma anche nella vita civile e in quella privata.

E a quelli che si avvicinano alla ricerca oggi?
Purtroppo la vita accademica e scientifica è molto competitiva e non sempre premia chi è veramente migliore. Questo è particolarmente vero per le giovani ricercatrici. Ma voglio dire di non scoraggiarsi mai e di non competere "contro" ma "insieme". Fare rete e squadra piuttosto che lavorare in solitudine porta ad un avanzamento delle conoscenze che possono avere importanti ricadute sociali come una migliore consapevolezza dei meccanismi cognitivi nell'acquisizione, nella comprensione del testo, nella rappresentazione identitaria. E di questo la società italiana ha un enorme bisogno.

Perché Ca’ Foscari e Venezia?
Nel 1980, quando mi sono iscritta a Ca' Foscari nel corso di laurea in Lingue e Letterature Straniere, Ca' Foscari rappresentava l'eccellenza nello studio delle lingue straniere in Italia. Solo perché i miei genitori volevano il meglio per me, hanno accondisceso a farmi andare "così lontano". Per me Ca' Foscari è stata la chiave del diventare grande, dal punto di vista umano, intellettuale e professionale. Dopo più di 40 anni, l'insegnamento e la ricerca si sono grandemente sviluppate nella chiave dello studio scientifico delle lingue e della linguistica. Credo che oggi, ancor di più di allora, Ca' Foscari sia una scelta di studio e di vita professionale e intellettuale all'avanguardia per chi vuole intraprendere lo studio delle lingue e il linguaggio tra natura e cultura.

Last update: 19/06/2024