Progetti di ricerca

Ogni anno il Dipartimento presenta numerosi progetti di ricerca nazionali e internazionali, anche in collaborazione con altri atenei. 

I docenti e ricercatori del Dipartimento sviluppano inoltre ricerche personali o in collaborazione con istituzioni partner, delle quali si può trovare segnalazione nelle rispettive schede personali (Rubrica DSU). Il Dipartimento svolge un importante ruolo nella ricerca scientifica anche attraverso l'attivazione di assegni di ricerca destinati a giovani studiosi per progetti specifici o per aree tematiche. 

Tra gli studi finanziati sono attualmente in corso progetti di ricerca negli ambiti dell'archeologia, delle scienze del testo, storiche e digitali, grazie a da fondi di Ateneo, del Ministero degli Affari Esteri, del MIUR e della Regione del Veneto, nonché con contributi erogati dalla Comunità Europea nei programmi ERASMUS +, Horizon 2020 - Marie Skłodowska-Curie e ERC. Qui di seguito sono elencati per macro area di ricerca e per ordine cronologico di conclusione.

Preistoria recente del Carso

Responsabile: Federico Bernardini, Durata: 24 mesi (scadenza 4/5/2025), Contributo: € 12.500 (Fondo Scavi Ateneo + Fondi di Dipartimento)

Attraverso lo scavo di un sito in grotta della provincia di Trieste, il progetto mira ad approfondire la conoscenza della preistoria recente di quest’area e in particolare delle fasi Neolitiche e dell’Età del Rame. Sono infatti numerosi gli aspetti ancora poco chiari dello sviluppo culturale dell’area carsica e delle regioni contermini tra fine del VI e fine del III millennio a.C.: il processo di neolitizzazione, le fasi neolitiche mature che seguono il Gruppo Vlaška, la cronologia e definizione degli aspetti culturali dell’Età del Rame, solo per citarne alcuni dei principali. Nello stesso tempo, le indagini previste hanno anche lo scopo di verificare, grazie allo studio di nuovi materiali provenienti da un contesto stratigrafico affidabile, una serie di ipotesi sui sistemi di scambio e lo sviluppo culturale nel Caput Adriae elaborate negli ultimi anni e basate soprattutto sullo studio interdisciplinare di reperti litici e ceramici provenienti da Italia, Slovenia e Croazia.

Scavo archeologico della “Villa” romana sommersa di Lio Piccolo (Cavallino-Treporti), b) Porto romano di Altino  

Responsabile: Carlo Beltrame, Durata: 41 mesi (scadenza 2/5/2025), Contributo: € 15.000 (Fondo Scavi Ateneo + Fondi di Dipartimento)

Il progetto, condotto in regime di convenzione ministeriale, è finalizzato alla ricostruzione della dimensione portuale di Altino e alle dinamiche insediative nella laguna nord in età romana. La collaborazione con P. Mozzi, geologo dell’Università degli studi di Padova, e con altri specialisti delle scienze dure permette di affrontare la ricerca in maniera interdisciplinare con particolare attenzione agli aspetti archeobotanici (affidati alla dottoranda A. Forti) e geomorfologici. Ad oggi, si è lavorato sul porto urbano di Altino, che è in corso di indagine per mezzo di tecniche non invasive, e su alcuni siti sommersi.  Tra questi, a Lio Piccolo, è in corso di scavo subacqueo una struttura costituita da una vasca in mattoni usata per allevare le ostriche e da pavimentazioni in mattoni sostenute da pali. La presenza di molti resti di mosaici e di affreschi di pregio sta spingendo la ricerca a cercare di capire quale sia il loro rapporto con le pavimentazioni.
Queste strutture, datate ad età imperiale romana, sono di grande utilità anche per lo studio della subsidenza locale.

Integrating Terrestrial and Aquatic Archaeozoological Studies: Venice and the northern Adriatic lagoons between Antiquity and the Early Middle Ages

Responsabile: Sauro Gelichi, Fellow: Mauro RizzettoDurata: 24 mesi (scadenza 30/9/2024), Contributo: € 172.750,08 (HORIZON-MSCA-2021 - Postdoctoral Fellowship)

Questo progetto si prefigge di identificare elementi di continuità e discontinuità nella relazione uomo-animale-ambiente durante la transizione dal periodo romano a quello altomedievale, focalizzandosi sull'arco costiero adriatico nord-occidentale. Verranno analizzati diversi campioni faunistici dalle lagune di Venezia e di Marano-Grado, nonché dalla costa romagnola; queste aree geografiche si caratterizzano per la presenza di zone umide, che hanno da sempre influenzato la natura degli insediamenti umani. I confronti spazio-temporali, lo studio combinato di campioni di fauna terrestre ed acquatica, e l’implementazione di analisi biometriche ed isotopiche contribuiranno ad un approccio olistico che prenda in considerazione la natura complessa e mutevole delle relazioni tra esseri umani, altri animali e l’ambiente. Mauro Rizzetto lavorerà presso il Dipartimento di Studi Umanistici con il prof. Sauro Gelichi, nonché presso il Consiglio Superiore delle Ricerche Scientifiche di Barcellona.

WAterScapes - Human-Environment interactions in and around Venice Lagoon: microecologies and geoarchaeological narratives from Roman Period to Middle Ages

Responsabile: Daniela Cottica (Fellow: Alexandra Bivolaru), Durata: 24 mesi (scadenza 31/07/2024), Contributo: € 172.750,08 (Horizon Europe Marie-Sklodowska Curie Actions - Postdoctoral Fellowship)

Nella Laguna di Venezia e dintorni, il ruolo dell'ambiente nonha avuto finora sufficiente importanza nell'interpretazione storica delle trasformazioni insediative e delle strutture sociali dall'antichità all'alto medioevo. Inoltre, le narrazioni storiche esistenti non considerano sufficientemente gli approcci longue durée nell'identificare l'intricata relazioneuomo-ambiente. Con il progetto WaterScapes la ricercatrice Alexandra Bivolaru, esperta studiosa di geoarcheologia, affronterà questa importante lacuna scientifica sulle aggregazioni sociali e le trasformazioni ambientali nella Laguna di Venezia e dintorni dall'epoca romana al periodo medievale (dal II sec. a.C. al IX sec. d.C.). Questo progetto interdisciplinare mira a rileggere la complessa relazione tra interventi umani e dinamiche naturali in un approccio di archeologia del paesaggio acquatico multiperiodale.

Comacchio e le sue comunità. Un progetto archeologico sull’alto medioevo 

Responsabile: Sauro Gelichi, Durata: 24 mesi (scadenza 11/5/2024), Contributo: € 24.000 (Fondo Scavi Ateneo + Fondi di Dipartimento)

Il sito di Comacchio, uno degli insediamenti più importanti dell’Europa alto-medievale, è stato oggetto di ricerche archeologiche da parte del nostro Dipartimento dal 2006 al 2009. Dopo un decennio speso in analisi e studio di quelle ricerche – e coronato con la pubblicata di una monografia: Un emporio e la sua cattedrale. Gli scavi di piazza XX Settembre e Villaggio San Francesco a Comacchio, Firenze, 2021 -, sono riprese le attività sul campo. Le nuove ricerche hanno un duplice scopo: conoscere meglio i caratteri dell’abitato altomedievale – oggi noto solo in pochi punti della città- e delineare la fisionomia degli insediamenti sul territorio, anteriori e contemporanei al floruit di Comacchio.
Per soddisfare il primo punto, è stata aperta una trincea esplorativa nell’area di Sant’Agostino (2021), che ha messo in luce una sequenza indisturbata di fasi di occupazione altomedievali. Per quanto riguarda invece il secondo punto sono state intensificate le ricerche nell’area di Motta della Girata (2021-2022), uno dei siti chiave del territorio comacchiese per quanto riguarda la Tarda Antichità e il primo Alto Medioevo.

Alla ricerca di Altino 

Responsabile: Luigi Sperti, Durata: 24 mesi (scadenza 11/5/2024), Contributo: € 15.648 (Fondo Scavi Ateneo + Fondi di Dipartimento)

“Alla ricerca di Altinum” è un progetto di ricerca archeologica e valorizzazione dell’antica città romana di Altino (VE), collocata ai margini della laguna veneziana e centro di primaria importanza per comprendere le dinamiche di trasformazione di questo territorio. Obiettivo principale è l’indagine del centro urbano, in particolare di una zona di proprietà demaniale, nota come località Campo Rialto/Ghiacciaia, che si trova a nord-ovest dell'antica area monumentale. La ricerca, iniziata nel 2012, ha previsto una prima fase di ricognizione sul campo e studio dei materiali rinvenuti; ad essa sono seguite, dal 2016, una serie di campagne di scavo tuttora in corso, volte ad approfondire gli aspetti relativi all’urbanistica e all’architettura di questo settore della città. Il lavoro svolto fino a questo momento ha messo in luce un deposito archeologico complesso e ampiamente disturbato da interventi di età moderna, che restituisce traccia di edifici di notevole importanza, caratterizzati da una ricca decorazione pavimentale e parietale, e spoliati consistentemente già in antico. Le ultime campagne, in particolare, hanno consentito di indagare la sequenza dei cambiamenti intercorsi in uno di questi quartieri, caratterizzato - nella fase più avanzata - dalla presenza di un grande edificio absidato la cui impostazione oblitera le strutture precedenti.
Il progetto, coordinato dal prof. Luigi Sperti (DSU – Università Ca’ Foscari di Venezia), prevede la collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna e con il Museo Archeologico di Altino, i Laboratori di Fotogrammetria e Cartografia e GIS dell’Università Iuav di Venezia, l’Istituto Veneto per i Beni Culturali, enti e associazioni locali.

Scavo e microscavo – Abitati e necropoli del Veneto preromano – a) Another way of digging/V– Lo scavo in laboratorio delle sepolture preromane della necropoli orientale di Padova – b) Progetto San Basilio – Archeologia e Natura sul Delta del Po (AR.NA.Po) progetto di ricerca, valorizzazione e divulgazione 2022-2024) 

Responsabile: Giovanna GambacurtaDurata: 24 mesi (scadenza 11/05/2024), Contributo: € 15.648 (Fondo Scavi Ateneo + Fondi di Dipartimento)

Le attività di ricerca si articolano in due settori diversi che rappresentano da un lato lo scavo e la ricerca paleoambientale in un insediamento preromano, etrusco, greco e veneto, di San Basilio di Ariano nel Polesine, che risale agli inizi del VI secolo a.C., dall’altro le azioni di microscavo e documentazione analitica per indagini su contesti sepolcrali di Padova preromana.
Il progetto sull’abitato di San Basilio rientra in un progetto di eccellenza finanziato dalla Fondazione CaRiPARO in collaborazione con l’Università di Padova e con il Ministero della Cultura per la valorizzazione del sito di San Basilio quale approdo privilegiato per i rapporti con il Mediterraneo a partire dal VI secolo a.C. e per il rilevante sviluppo storico-archeologico fino all’epoca tardoantica e medievale.
Le indagini sulle sepolture della necropoli orientale di Padova in collaborazione con la Soprintendenza ABAP, consentono di affrontare forme di microscavo stratigrafico e prime forme di restauro conservativo. Contestualmente vengono impostate forme di documentazione e ricostruzione 3D, analisi avanzate paleobotaniche, antropologiche e degli isotopi, oltre a modalità di comunicazione e narrazione al pubblico volte alla migliore valorizzazione degli esiti della ricerca.

Fortificazioni militari repubblicane nell’area di Trieste (II-I secolo a.C.) 

Responsabile: Federico Bernardini, Durata: 26 mesi (11/5/2024), Contributo: € 9.204 (Fondo Scavi Ateneo + Fondi di Dipartimento)

Grazie all'applicazione del telerilevamento laser da piattaforma aerea, associato a indagini geofisiche, ricognizioni e scavi archeologici, sono stati identificati non lontano da Trieste alcuni dei più antichi accampamenti militari romani conosciuti. Il sistema di fortificazione, allineato di fronte all'Istria settentrionale, è costituito da un grande campo militare posto sul colle di San Rocco, affiancato da due strutture minori, quelle di Grociana piccola e Monte d’Oro. Il progetto intende approfondire la conoscenza di queste fortificazioni, del paesaggio archeologico circostante e dell’espansione romana a est di Aquileia. Gli accampamenti individuati offrono l’opportunità di studiare l’architettura militare romana di età repubblicana, testimoniata, per il II secolo a.C., quasi esclusivamente da pochi siti posti nella penisola iberica. Nello stesso tempo, il progetto mira a divulgare i risultati ottenuti anche tramite sistemi digitali innovativi come esperienze di realtà virtuale/aumentata e collezioni virtuali 3D di reperti significativi.   

a) Dragon Stones Archaeological Project; b) Missione Archeologica Tophet di Bithia 

Responsabile: Alessandra Gilibert, Durata: 41 mesi (scadenza 11/5/2024), Contributo: € 18.000 (Fondo Scavi Ateneo + Fondi di Dipartimento)

Il Dragon Stones Archaeological Project studia i più antichi monumenti del Caucaso, le “Pietre del Drago” (in Armeno: vishap). Si tratta di imponenti stele di basalto decorate a rilievo con immagini di grandi pesci, coppie di gru e montoni dalle corna ritorte. Esse risalgono alla fine del V millennio a.C. e si rinvengono quasi esclusivamente in alta quota, tra i 2000 e i 3000 m slm, in Armenia e, in numero minore, nelle regioni vicine. L’età antichissima e la distribuzione in montagna rendono le Pietre del Drago un fenomeno unico nell’intero Vicino Oriente. Chi le ha erette? Con quali intenti simbolici e rituali? Attraverso la mobilitazione di quali forze sociali? Il progetto vuole rispondere a questi interrogativi, analizzando le dinamiche che hanno condotto alla creazione di straordinari paesaggi rituali monumentali d’epoca preistorica. Il punto di partenza è il sito di Karmir Sar, a 2850 m di altitudine, sul versante meridionale del M. Aragats, in Armenia – attualmente il luogo con la più alta concentrazione di Pietre del Drago a noi note (dodici), nonché uno straordinario laboratorio per lo studio della presenza antropica nei pascoli alpini dalle epoche più remote ai giorni nostri.

Il progetto "Tofet di Bithia" (Direttore dei Lavori sul Campo Stefano Floris - Direttore Scientifico Alessandra Gilibert) ha come oggetto il tofet del’antica città di Bithia (Domus de Maria – SU), fondata dai Fenici forse già alla fine dell’VIII sec. a.C. Il santuario è ubicato sull’isolotto di Su Cardolinu, spesso collegato alla terraferma mediante un tombolo.
Le ricerche nel sito sono riprese nell’ottobre 2021 ad opera della Missione dell’Università Ca’ Foscari, Venezia (direzione scientifica: Prof. Alessandra Gilibert; direzione dei lavori sul campo: Dr. Stefano Floris) in convenzione con il Comune di Domus de Maria, con l’obiettivo di:

  1. verificare l’esistenza o meno di un santuario tipo “tofet” a Su Cardolinu;
  2. definire i limiti cronologici della frequentazione dell'area;
  3. valutare la massima estensione spaziale e l'organizzazione interna del sito in relazione alla superficie totale dell'isolotto;
  4. esplorare lo sviluppo cronologico e storico del sito.

Il lavoro sul campo ha sinora previsto una ricognizione intensiva di superficie, lo scavo stratigrafico di un settore del campo d’urne e nell’area del sacello.

Food and S.T.O.N.E.S.: Food and Ships, Trade, Objects, Networks, Economy, Society

Responsabile: Sauro Gelichi, Durata: 48 mesi (scadenza 17/03/2024), Contributo: € 330.33,00 (PRIN 2017)

Il progetto Food & S.T.O.N.E.S è incentrato sul Mare Adriatico, che occupa una posizione strategica tra il Mediterraneo e l'Europa continentale e consente di esplorare i contatti tra queste due regioni durante l'alto Medioevo: rotte commerciali, circolazione di merci e beni deperibili, imbarcazioni, uomini e idee, la stratificazione delle sue civiltà. Il cibo e i beni materiali rappresentano lo strumento chiave attraverso cui è possibile comprendere meglio i sistemi di scambio e testare la trasformazione nel corso del tempo. La network analysis costituisce il contesto metodologico e teorico della nostra ricerca. L'analisi non riguarderà semplicemente la distribuzione geografica degli indicatori scelti, ma la combinazione dei differenti parametri fornirà dati sulle rotte di comunicazione, dunque sul sistema di percorsi sfruttato, ricostruendo la filiera di produzione e le differenti classi di beni e materiali.

CAncAn - Communication in Ancient Anatolia    

Responsabile: Annick PayneDurata: 60 mesi (scadenza 31/10/2028), Contributo: € 1.598.515 (Horizon Europe - ERC Consolidator Grant)

Il progetto si concentra sui contenuti, modi e partecipanti nella comunicazione presso le culture anatoliche dei Lidi, Luvi e Frigi, dal 1200 al 546 a.C. Quest’ultime, finora indagate singolarmente e da discipline diverse, non sono mai state considerate nell’insieme del panorama culturale dell’area, e mancano dell’edizione moderna di corpora completi. Primo a considerare sia le fonti interne che esterne di altri testi del Vicino Oriente Antico e del mondo classico, il progetto applicherà un metodo combinato di semiotica e narratologia, adottandone i concetti nati per lo studio delle società moderne.L’analisi dei testi e supporti con attenzione alla loro struttura narrativa e modalità comunicativa consentirà di comprendere i parametri formativi delle società antiche, prima ignorati dalle tradizionali interpretazioni testuali. Il progetto evidenzierà nuovi criteri per la comprensione della identità culturali e del potenziale delle loro peculiarità, che potranno essere utilizzate in altri campi d’indagine.

DEA - Digital Encyclopedia of Atticism: Una nuova risorsa digitale per lo studio della lessicografia greca

ResponsabileOlga TribulatoDurata: 60 mesi (scadenza 30/11/2027), Contributo: € 260.680 (bando FARE Ricerca in Italia - III edizione)

Il progetto, finanziato dal bando FARE del Ministero dell'Università e della Ricerca, mira a valorizzare la componente digitale del progetto ERC “Purism in Antiquity: Theories of Language in the Greek Atticist Lexica and their Legacy” (PURA). PURA propone un approccio linguistico, filologico e storico alle teorie del purismo greco codificate nei lessici atticisti (II-III sec. d.C.). Il nucleo dell’analisi filologica è affidato a una risorsa online ad accesso libero, la Digital Encyclopedia of Atticism, che ospita voci su lemmi notevoli, lessicografi antichi e manoscritti. Il finanziamento FARE consentirà a PURA di:
1. migliorare la struttura dei dati, grazie all’uso del programma Cadmus ideato da Daniele Fusi;
2. ampliare notevolmente il corpus delle voci lessicali, con un’assegnista (Elisa Nuria Merisio) interamente dedicata a questo.
Con il finanziamento FARE, PURA estenderà il suo impatto nel campo delle Digital Humanities applicate alla filologia classica.

Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Ms. Plut. 58.26. Su concessione del MiBACT. È vietata ogni ulteriore riproduzione con qualsiasi mezzo

PURA - PURism in Antiquity: theories of language in Greek atticist lexica and their legacy

ResponsabileOlga TribulatoDurata: 60 mesi (scadenza 31/12/2025), Contributo: € 1.303.437 (Horizon 2020 ERC Consolidator Grant)

Il progetto PURA intende realizzare un corpus digitale open-access dei materiali contenuti nei lessici atticisti, in cui ciascun lemma verrà dotato di commento linguistico, filologico e testuale, frutto della cooperazione tra i diversi membri del progetto e le loro diverse competenze disciplinari. I principali obiettivi del progetto sono:

  1. creare uno strumento digitale che superi l’attuale frammentazione delle informazioni, si distingua per accessibilità, chiarezza, e completezza dei materiali e sia caratterizzato da un approccio storico-linguistico che, non limitandosi al greco antico, evidenzi come il lemma si sia evoluto nelle fasi medievale e moderna della lingua;
  2. realizzare uno studio globale delle teorie atticiste e del loro impatto sullo sviluppo del greco di età antica e medievale alla luce delle più recenti metodologie linguistiche;
  3. fornire uno studio aggiornato della trasmissione testuale e della circolazione dei materiali lessicografici dall'età medievale alle prime edizioni a stampa di età moderna.

Sito web del progetto: PURA

PERLY - Performing Lyric, East and West: A Comparative Study of the Ancient Greek and Japanese Traditions

Responsabile: Ettore Cingano (fellow Vanessa Casato), Durata: 36 mesi (scadenza 31/10/2025), Contributo: € 266.318,4 (Horizon Europe Marie-Sklodowska Curie Actions - Postdoctoral Fellowship)

Il progetto è uno studio comparato della lirica greca arcaica e della poesia Nō giapponese. La lirica greca era originariamente destinata ad essere eseguita come spettacolo pubblico, ma già da 2500 anni è stata ridotta a puro testo. Per contro, il Nō giapponese gode ancora ancora di una vivace tradizione di performance e condivide con il materiale greco alcuni aspetti lirici fondamentali. Vanessa Cazzato, specialista di lirica greca, passerà due anni in Giappone a indagare la tradizione Nō per poi tornare a Venezia per un anno per scrivere di come il paragone può approfondire la nostra comprensione della dimensione performativa della lirica greca. La ricerca verrà condotta all’Università di Tokyo sotto la supervisione del Prof. Hyuga Taro e a Ca’ Foscari col Prof. Ettore Cingano come supervisore principale.

Poetry Collections from 15th-Century Northern Italy: Critical Editions and Commentaries

Responsabile: Tiziano Zanato, Durata: 36 mesi (scadenza 18/05/2025), Contributo: € 134.858 (PRIN 2020)

Obiettivo principale del progetto, che riunisce quattro unità di ricerca di cui Tiziano Zanato è P.I., è l’allestimento di edizioni critiche dotate di commenti scientifici di alcuni dei più importanti libri di poesia, in volgare e in latino, del Quattrocento settentrionale, i cui autori sono Giusto de’ Conti, Leonardo Giustinian, Tito Vespasiano Strozzi, Jacopo Sanguinacci, Antonio Cornazano, Giovanni Filoteo Achillini, Niccolò da Correggio, Lidio Catti.
In particolare l՚unità veneziana si propone di realizzare:
1) l՚edizione critica commentata delle Rime di Niccolò Lelio Cosmico, poeta padovano autore di almeno due canzonieri, tuttora inediti salvo pochi capitoli ternari;
2) il commento al Canzoniere per Beatrice d’Este di Gaspare Ambrogio Visconti, di cui già esiste un՚edizione critica basata su due codici Trivulziani, tra cui il prezioso manoscritto di dedica 2157. 
Tutte le edizioni saranno pubblicate open access.

VIS - Venetian Integrated Studies. Philology, Textuality, Lexicography (XIVth-XVIIIth centuries)

Responsabile: Cristiano Lorenzi, Durata: 36 mesi (scadenza 18/05/2025), Contributo: € 101.981 (PRIN 2020)

Il progetto VIS mira alla valorizzazione del patrimonio linguistico-culturale del veneziano mediante la bonifica filologica, lo studio lessicale e il trattamento informatico di un numero significativo di testi dei secc. XIV-XVIII appartenenti ad àmbiti o generi a tutt’oggi non sufficientemente studiati.
Il progetto intende: a) allargare e consolidare la conoscenza della storia linguistica e culturale del volgare (e quindi del dialetto) veneziano; b) rafforzare la produzione e la circolazione di edizioni critiche native digitali ad accesso aperto, creando strumenti per l’archiviazione e lo studio dei testi via via presentati in una veste filologicamente accertata; c) rendere disponibili nuovi materiali di qualità per il corpus assunto a base del VEV-Vocabolario storico-etimologico del veneziano, avviato nel settembre 2020 (diretto da L. Tomasin e L. D’Onghia).
Il progetto VIS preparerà nuove edizioni critiche e glossari mirati per una serie di testi ancora poco studiati, mal studiati o inediti, soprattutto per i secoli XV e XVII, afflitti da una particolare penuria di lavori filologicamente attrezzati. In particolare, l’Unità veneziana si occuperà di testi in versi d’argomento storico e di testi in versi a tema erotico inediti dei secc. XV-XVI.

Liberale da Verona, pannello di cassone

Il genere novella nel Rinascimento italiano: repertorio, database e inquadramento storiografico (Re.Novella)

Responsabile: Elisa CurtiDurata: 48 mesi (scadenza 20/07/2024), Contributo: € 33.000 (PRIN 2017)

Il progetto Re.Novella si propone di ricostruire le coordinate del genere novella in Italia in un arco temporale che va dal Quattrocento sino a circa la metà del Cinquecento (assumendo come termine ideale gli anni del Concilio di Trento). A questo fine si prenderanno in considerazione sia le raccolte organiche sia la produzione cosiddetta «spicciolata», composte non solo in volgare, ma anche in lingua latina. L’obiettivo principale della ricerca, assieme alla ricognizione complessiva della tradizione quattro e cinquecentesca della novella italiana, è quello di giungere ad una riflessione sullo statuto e sulle diverse declinazioni del genere rispetto all’ineludibile modello costituito dal «Decameron» boccacciano. Il censimento dei testi mirerà alla creazione di un database (Re.novella) che conterrà informazioni di base (nome dell’autore, titolo, lingua, ecc.) e altre di secondo livello (tradizione manoscritta e/o a stampa, trama, personaggi, ecc.), necessarie non solo a chi intenda avviare uno studio di carattere storico-letterario ma anche a chi voglia dedicarsi ad una edizione critica o commentata.

SSE1K - Science, Society and Environmental Change in the First Millennium CE

Responsabile: Helen Foxhall Forbes, Durata: 60 mesi (scadenza 31/12/2027), Contributo: € 1.998.963 (Horizon Europe - ERC Consolidator Grant)

Importanti cambiamenti ambientali e climatici si verificarono nel Mediterraneo durante il primo millennio d.C., che sono stati identificati come cause di importanti processi ed eventi sociali e politici, sia a breve e lungo termine, come l'ascesa e la caduta degli imperi. Il progetto SSE1K esamina fonti scritte, archeologiche e ambientali per indagare le esperienze umane delle variazioni ambientali e climatiche nel Mediterraneo nel primo millennio d.C., concentrandosi in particolare su come le persone rispondevano intellettualmente e socialmente a queste mutevoli condizioni. Il progetto considera le complesse relazioni tra le persone e i loro ambienti, soprattutto per quanto riguarda il modo in cui le percezioni e i modi di pensare umani hanno plasmato le risposte sociali, politiche e religiose ai cambiamenti ambientali e climatici. Esplora inoltre questioni come la circolazione della conoscenza e l'adattabilità che si intersecano con la sostenibilità e la resilienza nelle società premoderne.

Water Cultures - The Water Cultures of Italy (1500-1900)

ResponsabileDavid GentilcoreDurata: 72 mesi (scadenza 30 settembre 2025), Contributo: € 2,44 milioni (Horizon 2020 - ERC Advanced Grant)

Il progetto, finanziato da un ERC Advanced Grant, propone un nuovo modo di scrivere la storia, con l'acqua posta al centro. Il concetto di “Water Cultures” si basa sull’intreccio sinergico di cinque filoni di ricerche: le credenze simboliche e le pratiche associate all’acqua; la circolazione e l'evoluzione dei saperi legati all'acqua e alle malattie associate ad essa; la gestione dei sistemi idraulici e delle risorse idriche delle grandi città; il paesaggio idraulico delle aree rurali; le professioni e i mestieri legati all’acqua e al suo utilizzo. Si è scelta l’Italia come “case study”, per la ricchezza dei suoi archivi e la varietà sociale, politica e geografica che offre, e un approccio di lunga durata per meglio identificare elementi di continuità e di cambiamento

ARCHIVWAR – Archives in Times of War: Scattered Families and Vanishing Past in Contemporary Syria

Responsabile: Francesco Vacchiano (fellow: Veronica Ferreri), Durata: 36 mesi (scadenza 30 settembre 2025), Contributo: € 256.442,88 (HORIZON-MSCA-2021 - Postdoctoral Fellowship)

In tempo di guerra, gli archivi di stato in Siria sono stati oggetto di distruzioni e saccheggi. Nel contempo, copie dei documenti contenuti in questi archivi sono state recuperate dai siriani della diaspora in quanto attestati legali delle loro identità legale, percorsi educativi e legami di parentela. ARCHIVWAR esaminerà questi documenti e la loro importanza nel mantenere vivo un legame tra i membri di una stessa famiglia sparsi tra la Siria e la diaspora in Europa. Combinando metodi etnografici classici con quelli della ricerca della storia orale, il progetto intende collaborare con le famiglie transnazionali che vivono a Berlino per ripensare l’archivio come una modalità del "prendersi cura". Questa rilettura dell’archivio consentirà di ritracciare una storia politica dell’archivio in parte disarticolata dallo stato e dalle forme di conoscenza e potere (post-)coloniale. Veronica Ferreri condurrà la sua ricerca all’Università di Waterloo (Canada), sotto la supervisione di Prof. Secil Dagtas, e al Dipartimento di Studi Umanistici di Ca’ Foscari, sotto la supervisione del Dott. Francesco Vacchiano.

I laboratori culturali della fede. La produzione di cultura religiosa popolare in Italia dall'Unità al miracolo economico

Responsabile: Giovanni VianDurata: 36 mesi (scadenza 18 maggio 2025), Contributo: € 230.812 (PRIN 2020)

Il progetto intende studiare l’evoluzione delle forme di produzione della cultura religiosa di carattere “popolare” dall’ultima fase del processo di unità nazionale italiano al “miracolo” economico. Si indagheranno alcuni prodotti pensati da istituzioni religiose con l’intento di istruire, educare, guidare i comportamenti sociali e politici. Lo scopo è studiare dall’interno i laboratori e le industrie culturali religiose che hanno dimostrato una più efficace capacità di penetrazione negli strati della società attraverso la creazione di narrazioni innovative e l’uso di mass media diversificati.
La ricerca vuole rispondere ad alcune questioni storiografiche:
a) il funzionamento dei laboratori culturali di natura o ispirazione religiosa attraverso un approccio multidisciplinare che tenga conto degli aspetti sociali, economici e storico-culturali;
b) i sistemi narrativi caratterizzanti questi prodotti e la loro attitudine a formare canoni comportamentali capaci di plasmare in profondità la società e le coscienze;
c) le modalità di diffusione e di ricezione di questa enorme produzione culturale;
d) la circolazione transnazionale di modelli organizzativi e proposte educative rilevabile nei prodotti e nei produttori della cultura popolare cristiana in Italia.

MOTOBOOM - The Current Impact of Motorcycle Motorisation on Amazonian Indigenous Peoples

Responsabile: Valentina Bonifacio (fellow Diego Villar), Durata: 24 mesi (scadenza 31/01/2025), Contributo: € 188590,08 (H2021 Marie-Sklodowska Curie Actions - Postdoctoral Fellowship)

Nel corso dell'ultimo secolo, le pianure indigene del Sud America sono state colonizzate da battelli a vapore, ferrovie, camion, motoseghe, armi da fuoco e generatori elettrici introdotti da missionari, industrie estrattive, eserciti, progetti di sviluppo e ONG. Tuttavia, la ricerca ha ampiamente trascurato questa colonizzazione meccanica della vita indigena. Con l'obiettivo di comprendere il cambiamento sociale, alcuni autori si sono occupati di alcune delle nuove materialità che modellano l'esperienza quotidiana: magliette, motori fuoribordo, pannelli solari e telefoni cellulari. Tuttavia, non esistono quasi ricerche sull'attuale ondata di motociclette che negli ultimi decenni ha alterato drammaticamente il paesaggio interetnico con ripercussioni sociali, economiche e ambientali che stanno rimodellando la realtà indigena. L'obiettivo di Motoboom è quello di sviluppare un'analisi interdisciplinare della diffusione delle moto tra le popolazioni indigene dell'Amazzonia boliviana e di ottenere un impatto pratico sulle politiche pubbliche di sicurezza stradale e di prevenzione degli incidenti in contesti marginali.

NapApps - Napoleonic Job Applications: from Personal Pleas to Modern Curriculum Vitae in Early 19th-Century Europe

Responsabile: Dorit Raines (Fellow: Valentina Dal Cin), Durata: 36 mesi (scadenza 31/08/2024), Contributo: € 251002,56 (H2020 Marie-Sklodowska Curie Actions - Individual Fellowship)

Il progetto NapApps studia le domande d’impiego nella burocrazia di età napoleonica allo scopo di analizzare la transizione da un modello di supplica tipico dell’antico regime ad uno stile che prefigura il moderno curriculum vitae. Per farlo applica metodi di analisi quantitativa del testo ad un ampio corpus di fonti archivistiche non digitalizzate. Considerando che fu la Francia napoleonica a diffondere in Europa il principio rivoluzionario secondo cui gli impieghi pubblici erano aperti a tutti, sulla base dei rispettivi talenti, il progetto esamina la pervasività di argomentazioni basate su conoscenze e competenze, rispetto a una più tradizionale enfasi sulle sventure personali o sulle necessità familiari. Redatte nell’ottica di incontrarne il favore, queste scritture dirette all’autorità consentono di indagare la comprensione di nuovi valori e nuovi meccanismi, valutando così l'impatto socio-culturale dei cambiamenti politici.
Link al progetto nel portale Cordis [ENG].

P.E.A.C.E - Pius XII Holy See facing the European Attempts for a Catholic Ecumenism after WW2 (1939-1958)

Responsabile: Giovanni Vian (fellow Saretta Marotta), Durata: 24 mesi (scadenza 30/06/2024), Contributo: € 135.264 (H2020 Marie Skłodowska-Curie COFUND “GLOBAL_AT_VENICE)

P.E.A.C.E. studia le reazioni della Santa Sede di fronte al movimento ecumenico internazionale e alla sua crescente influenza nell’ambito del cattolicesimo europeo tra la Seconda Guerra Mondiale e il Concilio Vaticano II, ossia gli anni del pontificato di Pio XII (1939-1958). Nel marzo 2020, l'apertura di nuovi fondi archivistici in Vaticano relativi a questo pontificato ha costituito infatti un evento di rilevanza mondiale per la comunità scientifica e per l’opinione pubblica in generale: P.E.A.C.E. propone non solo un nuovo soggetto di studio, ma una nuova chiave interpretativa del pontificato di Pio XII. L'ipotesi di fondo è che il confronto con le istanze ecumeniche non solo ha provocato tra i cattolici quel rinnovamento teologico che aprì  in seguito la strada al Vaticano II, ma che abbia avuto un impatto anche all’interno della curia romana e nell’ambito del magistero di Pio XII, inducendo ad aperture graduali in alcuni campi (ad esempio in quello biblico, liturgico, ecc.). P.E.A.C.E. analizza quindi la dinamica di azione-reazione tra l'attività dei gruppi locali impegnati nell'ecumenismo cattolico, da una parte, e il controllo da parte delle autorità romane dall’altra, combinando la documentazione ufficiale degli archivi vaticani con un vasto patrimonio documentale di individui e istituzioni situate in tutta Europa.

IT-POW FAMILIES-Families and memories of italian prisoners of war in Jugoslavia after World war II

Responsabile: Alessandro Casellato (Fellow: Urska Lampe), Durata: 48 mesi (scadenza 30/03/2024), Contributo: € 183.473,28 (H2020 Marie-Sklodowska Curie Actions - Individual Fellowship)

IT-POW FAMILIES propone una ricerca sull'esperienza e la memoria delle famiglie di prigionieri di guerra italiani tenute in Jugoslavia dopo la seconda guerra mondiale. L'obiettivo principale è studiare, comprendere e comunicare la storia dei prigionieri di guerra attraverso 3 storie familiari (case study),. L'esperienza personale delle famiglie di prigionieri di guerra e la persistenza e la trasmissione del trauma attraverso le generazioni non sono state finora studiate, quindi il progetto andrà oltre lo stato dell'arte, dando voce a persone che non sono direttamente coinvolte nelle operazioni di guerra, ma ne soffrono le conseguenze (soprattutto madri, mogli e figli). L'obiettivo è sensibilizzare l'Europa su come la Seconda guerra mondiale abbia avuto una grande influenza sulla vita delle persone, anche anni dopo la fine della guerra e, in questo modo, aumentare la comprensione della situazione che l'Europa sta affrontando oggi (la crisi dei rifugiati).

Ruling in hard times. Patterns of power and practices of government in the making of Carolingian Italy

Responsabile: Stefano Gasparri, Durata: 48 mesi (scadenza 17/03/2024), Contributo: € 182.286 (PRIN 2017)

Questo progetto di ricerca mira a indagare i modelli di potere e le pratiche di governo durante il consolidamento della dominazione carolingia in Italia. Si concentrerà in particolare sugli anni del regno di Lotario I (822-850). Il progetto intende analizzare da una prospettiva top-down le strategie, gli strumenti, i livelli di innovazione e le modalità di rappresentazione del governo politico e, da un approccio bottom-up, la reciproca interazione tra autorità centrale e potere locale. A tal fine, verrà progettato un database prosopografico open-access e open-source, che registrerà le informazioni di base e specifiche sui funzionari e altri agenti di potere - inclusi i loro ruoli, itinerari e relazioni reciproche - da rappresentare cronologicamente mappe e diagrammi di rete socio-politica. In questo modo, si augura di colmare il vuoto che, negli ultimi vent'anni, ha spesso separato i medievisti italiani dal dibattito internazionale, sia in termini di approcci storiografici, sia in relazione agli strumenti di ricerca ad accesso aperto.

Sito del progetto: Ruling in hard times

LANLOSS - Landscapes of Loss: Mapping the Affective Experience of Deforestation Among Diverse Social Groups in the South American Chaco

Responsabile: Valentina Bonifacio (Fellow: Tamar Blickstein), Durata: 48 mesi (scadenza 12/06/2024), Contributo: € 171.473,28 (H2020 Marie-Sklodowska Curie Actions - Individual Fellowship)

Gli sconvolgimenti ambientali generano perdite in diversi settori della società e possono aumentare i rischi di conflitto sociale. Nel Gran Chaco sudamericano, il tasso di deforestazione - che è tra i più alti al mondo - sta incidendo sui paesaggi e sui mezzi di sostentamento dei gruppi di indigeni, contadini e coloni bianchi sia in modo condiviso che in competizione. Collaborando con i ricercatori di dati satellitari, questo progetto multidisciplinare propone un approccio collaborativo innovativo per mappare l'esperienza sociale e affettiva vissuta della rapida deforestazione nel Gran Chaco attraverso la mappatura partecipativa della memoria: un processo in cui le comunità locali con storie antagonistiche sono invitate a interagire con i dati satellitari stessi, generando le proprie narrazioni dei vari paesaggi che hanno perso, attraverso una tecnica chiamata "mappatura affettiva". 

MIRe - Monstruous and Marvellous Musical Instruments: Digital Humanities and Renaissance Music Heritage 

Responsabile: Emanuela VaiResearch Institute for Digital and Cultural Heritage, Durata: 24 mesi (scadenza 31/01/2025), Contributo: € 135.264 (H2020 EU Commission COFUND ‘Global Challenges’)

MIRe è un progetto di ricerca interdisciplinare e internazionale diretto da Emanuela Vai (PI), che combina strumenti umanistici digitali (fotogrammetria 3D, AR/VR) con materiale storico per esaminare la produzione, decorazione, circolazione e uso di strumenti musicali tra XVI e XVII secolo. Mostri, creature grottesche e altri elementi decorativi sono frequentemente scolpiti e raffigurati su strumenti musicali. Tuttavia queste figure teratologiche hanno spesso eluso l’attenzione della critica. Tipicamente esaminate in termini di funzionalità, le caratteristiche fisiche degli strumenti musicali sono spesso concepite come secondarie rispetto alla musica che producono. Attraverso lo studio storico dei materiali d'archivio, accompagnato da un’analisi diretta di selezionati strumenti svolta anche mediante dispositivi digitali, MIRe esamina il ruolo che questi elementi assumono nelle arti performative, per permettere di indagare più a fondo le dimensioni visive, materiali e (non) uditive della cultura musicale rinascimentale.

Gli archivi segreti del nunzio: diplomazia papale e società multiconfessionale europea prima della Guerra dei Trent’anni

Responsabile: Dorit Raines, Durata: 48 mesi (scadenza 18/03/2024), Contributo: € 159.320 (PRIN 2017)

Attraverso un approccio pionieristico che integra Digital Humanities e ricerca tradizionale, il progetto si prefigge di ricomporre e valorizzare per la prima volta uno straordinario archivio privato, ora diviso tra Italia e Kansas, decisivo per ricostruire la storia della diplomazia pontifica nel periodo cruciale compreso tra la pace di Augusta (1555) e la guerra dei Trent’Anni. L’archivio, prodotto da due dei massimi diplomatici del secondo ‘500, G.F. Commendone e A.M. Graziani, verrà ricostruito attraverso il portale Graziani Archives, che, oltre a fornire un modello di riferimento per l’interrogazione e lo studio degli archivi politici privati d’età moderna, darà accesso a una documentazione inedita, perlopiù informale e molto diversa da quella ufficiale già nota, che descrive con irripetibile ricchezza e profondità le vaste reti attivate dai diplomatici papali, il loro rapporto con gli ordini regolari e il complesso incontro tra papato e spazio multiconfessionale. La costruzione del portale, abbinata ad una rigorosa indagine storico-archivistica, attiverà un laboratorio di ricerca che farà da volano a una nuova prospettiva interpretativa, capace di inserire finalmente la storia della diplomazia pontificia nel dibattito storiografico europeo sulla multiconfessionalità.

Partner: Coordinatore di progetto: Prof.ssa Elena Bonora (Università di Parma); Responsabile Unità: Prof.ssa Antonella Barzazi (Università degli Studi di Padova); Responsabile Unità: Prof. Matteo Al Kalak (Università di Modena e Reggio Emilia) 

Languages and Cultures of Ancient Italy. Historical Linguistics and Digital Models

Responsabile: Anna MarinettiDurata: 48 mesi (scadenza 20/07/2024), Contributo: € 271.420 (PRIN 2017)

Il progetto indagherà le culture dell’Italia antica a partire dalla loro documentazione linguistica (VII-I sec. a.C.), anche mediante il supporto di strumenti tecnologici specificamente elaborati a tal fine. Si intende integrare il tradizionale metodo proprio della linguistica storica e i suoi prodotti (studio, edizione e commento linguistico e storico-culturale dei testi) con l’allestimento di tecnologie digitali. La sinergia tra linguistica storica e computazionale, filologia, epigrafia tradizionale e digitale, consentir un significativo progresso nell’analisi, interpretazione, valorizzazione e diffusione dei risultati. La ricerca prevede come finalità edizione e commento di testi ritenuti significativi e la creazione di strumenti digitali per la condivisione e l’integrazione dei dati e dei risultati.

Last update: 29/02/2024