Sara e Claudia Nazzari

Sorelle campionesse vogano nella “mascareta” bianca alla Regata Storica

Sara Nazzari è una studentessa cafoscarina iscritta al corso magistrale di Economia e gestione delle Arti e delle Attività Culturali. Sara e la sorella Claudia sono Campionesse Italiane nella specialità di Voga in Piedi (V.I.P.) e saranno l’equipaggio più giovane a partecipare alla Regata delle Donne su Mascarete durante la Regata Storica di domenica 4 settembre 2022

“Parteciperò alla Regata nella mascareta bianca con mia sorella Claudia, neo diplomata e aspirante studentessa di Ca’ Foscari, con la quale condivido la mia esperienza pluriennale e il titolo di Campionesse Italiane nella specialità di Voga in Piedi” racconta Sara. “Avremo l’onore di gareggiare, per la categoria delle donne, come l’equipaggio più giovane. È la prima volta che partecipiamo alla Regata Storica, che arriva al termine di una stagione di gare impegnativa, che ci ha dato grandi soddisfazioni. L’anno scorso non ci eravamo qualificate per la partecipazione per 3 secondi. Siamo orgogliose di averci riprovato e di esserci riuscite quest’anno.”

Abbiamo chiesto a Sara di parlarci della sua esperienza nel mondo della voga.

Come ti sei avvicinata alla voga? 

La nostra famiglia abita a Mestre e anche se i nostri genitori erano appassionati di voga, noi non l’avevamo mai praticata. È stata una mia compagna di classe ad avvicinarmi a questa pratica tramite un progetto di avviamento allo sport. Ho fatto una prova alla Canottieri Mestre ASD di San Giuliano e a 12 anni ho iniziato a vogare. Si appassionò anche mia sorella Claudia, che allora aveva quasi 8 anni. Vista la differenza d’età tra noi, non abbiamo potuto vogare da subito insieme. Dopo la pandemia mia sorella si è trovata senza compagna, e allora ho deciso di accompagnarla io. Quest’anno abbiamo vinto il Campionato Italiano di Fondo a Pisa, siamo arrivate terze alla Regata di Pellestrina, e il 25 settembre parteciperemo al Campionato Italiano Assoluto. Negli anni abbiamo ottenuto il podio anche separatamente e in diverse discipline. 

Cosa significa per te partecipare alla Regata?

Mi dà un senso di soddisfazione personale e sportiva, perché investendo energie e fatica siamo entrate a far parte di un’eccellenza: essere tra le prime nove qualificate significa aver aumentato il livello di qualità della nostra performance. La voga è uno sport di fatica: rispetto ad altre discipline sportive che sono “misurate” rispetto alla fisicità femminile, noi abbiamo solo delle barche più leggere. Ma non per questo dobbiamo lasciarci intimidire! 

Le rivendicazioni per la parità di trattamento tra uomini e donne si avanzano anche nello sport. Basti pensare che fino a due anni fa, nella Regata le vincitrici donne ottenevano un premio in denaro inferiore rispetto a quello degli uomini. In un momento storico in cui in alcuni Paesi del mondo le donne stanno perdendo diritti, partecipare alla Regata significa avere la libertà di dedicarsi allo sport oltre che alla propria vita personale e professionale. 

Poiché le donne sono una minoranza nella voga, sono grata di avere la possibilità di portare avanti questa pratica e questa tradizione. Dobbiamo lottare insieme per raggiungere una sempre maggiore uguaglianza di genere, anche nello sport.

Quali sono le prospettive future per la voga tra le nuove generazioni?

La voga è uno sport di tradizione: non ha ancora una federazione a sé stante, non ha grandi sponsor. È uno sport in senso agonistico, ma anche in senso ludico e di condivisione, di comunità. È legata a tradizioni come l’usanza del “fresco”, cioè le serate estive trascorse a bordo delle proprie imbarcazioni mangiando e chiacchierando. Tradizionale è anche la Disnar, cioè la cena prima della Regata Storica, che un tempo veniva organizzata da ogni Sestiere perché la comunità celebrasse i campioni che si erano qualificati. La voga è anche legata all’artigianalità della lavorazione del legno.

Nella società sportiva di cui faccio parte stiamo osservando che nel ricambio generazionale ci sono sempre meno bambine che si avvicinano alla voga rispetto a quando abbiamo iniziato noi, e questo ci preoccupa. Il nostro obiettivo è rendere questo sport aperto a chiunque fin dall’infanzia. Per questo stiamo cercando di mantenere vivo il gruppo dei “piccoli”, creando le condizioni perché sempre più persone possano avvicinarsi allo sport e sviluppare queste competenze sportive e queste conoscenze culturali. 

Quali altre esperienze hai negli sport della tradizione remiera?

Grazie alla società sportiva ho potuto sperimentare un po’ tutto — è tutta tradizione che si impara, quindi cerchiamo sempre di sperimentare e non rimanere legate ad un solo tipo di sport. Personalmente ho anche fatto vela vela al terzo (con la sanpierota e vele colorate), oltre che canottaggio

Negli anni Claudia e io abbiamo raggiunto traguardi importanti e partecipato a molte manifestazioni. A partire dal 2019 siamo entrambe state timoniere e vogatrici al Galeone per Ca’ Foscari e nel mio caso anche per la squadra dell’Università di Trento. 

Come concili lo studio con lo sport? 

Mi alleno la mattina alle 7:30/8:00. Lavoro a tempo pieno e studio, bisogna non solo sapersi organizzare, ma anche porsi degli obiettivi realistici (sia nello sport che nello studio) e continuare a impegnarsi quotidianamente per raggiungerli.

Negli anni ho sviluppato la consapevolezza che è possibile conciliare sport, studio, lavoro e vita sociale, nonostante sia molto impegnativo e a volte estenuante. Riuscire a trovare un equilibrio ha aumentato la mia fiducia in me stessa: ora so che se domani volessi rinunciare a una di queste “dimensioni” per dedicarmi ad una cosa sola, ci riuscirei. 

Perché fare sport all’università?

Per me, fare sport è fondamentale per trovare e mantenere un equilibrio psico-fisico ottimale: lo sport mi aiuta a stare bene. Negli anni ho capito che per me è importante non focalizzarsi esclusivamente una sola cosa. Vuoi studiare? Lavora anche, oppure fai sport. La nostra persona va costruita anche oltre gli esami universitari. Se ci dedichiamo solo allo studio (o solo allo sport, o solo al lavoro), rischiamo di perdere di vista altre prospettive.  

Spero che la mia esperienza possa dare un messaggio positivo per le mie colleghe e i miei colleghi: seppur con sacrificio, conciliare la vita universitaria con altre attività non è impossibile e può portare a grandi soddisfazioni. 

Chissà, magari studiare a Venezia sarà l’occasione giusta per scoprire il mondo della voga!

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Ca’ Foscari offre corsi di voga alla veneta, kayak e SUP, dragon boat, canottaggio e galeone, sia per principianti che per praticanti delle varie discipline.

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