È mancata la professoressa Adriana Boscaro

Negli scorsi giorni è venuta a mancare Adriana Boscaro, docente cafoscarina dal 1969 al 2004 e ex Direttrice del Dipartimento di Studi Orientali. I funerali si terranno sabato 27 agosto alle ore 11:00, nella chiesa del cimitero a San Michele in isola. 

Così la ricorda Tiziana Lippiello, Rettrice dell’Università Ca’ Foscari Venezia “Adriana Boscaro è stata una colonna portante dell'orientalistica veneziana, un esempio per generazioni di allieve e allievi, ricercatrici e ricercatori. Studiosa e insegnante austera e appassionata, da studentessa ricordo con affetto e gratitudine la vastità  di interessi e l'instancabile curiosità che animavano le sue indimenticate lezioni sui rapporti fra l’Europa e l’Asia”.

La professoressa Boscaro ha avuto un ruolo fondamentale negli studi sul Giappone a Ca’ Foscari a partire dal 1969, affiancando il pioniere e maestro Paolo Beonio Brocchieri. Negli anni è diventata il pilastro portante dell’insegnamento e della ricerca sulla cultura giapponese con energia, competenza e passione.

Veneziana di origine era anche cittadina del mondo, severa ma anche affettuosa e ricca di umorismo, ha saputo tessere tutti i legami necessari con le istituzioni giapponesi, europee e internazionali, portando la nipponistica cafoscarina a uno sviluppo notevolissimo, accompagnato da un numero di studenti sempre crescente. Da lavoratrice instancabile è riuscita a condurre didattica e ricerca a livelli elevati, coltivando con curiosità intellettuale sempre viva un’ampia gamma di interessi.

Sul piano della ricerca, da borsista in Giappone era partita con interessi storici, in particolare sulla figura di Toyotomi Hideyoshi, ma presto aveva ampliato i suoi interessi anche alla letteratura contemporanea, Endō Shūsaku e il cristianesimo in Giappone, poi sviluppato con studi sui gesuiti in Asia.

Infine si è focalizzata sulla letteratura moderna e contemporanea, in particolare il prediletto Tanizaki Jun’ichirō, intorno a cui organizzò un convegno internazionale ancora oggi ricordato dai colleghi giapponesi, nel 1995, diventando un’autorità riconosciuta a livello mondiale sull’opera del grande scrittore con articoli, studi, traduzioni innumerevoli. Sul piano della didattica ha condotto i corsi di letteratura giapponese ma anche di storia delle esplorazioni europee in Asia.

Ha avuto un ruolo di primo piano nella nipponistica italiana, occupando per anni con la sua autorevolezza il ruolo di presidente dell’Associazione italiana di studi giapponesi (AISTUGIA), e facendosi promotrice a partire dal 1988 della prima importante collana di letteratura giapponese “Mille gru” con Marsilio Editori.

In Ateneo, dal 1969 al 2004 ha ricoperto le cariche di Direttrice dell’Istituto di studi nipponistici, Direttrice del Dipartimento di Studi Orientali e membro del Consiglio dei direttori.
Ha ricoperto anche numerosi ruoli e conseguito riconoscimenti a livello internazionale: socia fondatrice e presidentessa della European Association for Japanese Studies (1991-1994) e membro onorario dal 2005, è stata nominata su desiderio di Fosco Maraini direttrice dal 1999 del nuovo centro sull’Asia al Gabinetto P.G. Viesseux a Firenze. Ha vinto numerosi premi tra cui il premio Okano nel 1990, il premio Cesmeo per la traduzione dei volumi della storia della letteratura di Katō Shūichi nel 1999, e la prestigiosissima onorificenza dell’Ordine del Sol Levante.