Al via la Venice Summer School in Digital and Public Humanities

Lunedì 11 luglio ha preso il via la Venice Summer School in Digital and Public Humanities interamente in lingua inglese  e organizzata dal Venice Centre for Digital and Public Humanities (VeDPH) del Dipartimento di Studi Umanistici (DSU) di Ca’ Foscari. 

Dalla mattina al tardo pomeriggio, dall’11 al 15 luglio, 25 partecipanti selezionati tra le numerose richieste arrivate da tutto il mondo, partecipano gratuitamente a lezioni, workshop interattivi e visite guidate, tenute da docenti ed esperti cafoscarini o provenienti da numerosi atenei e istituzioni internazionali. 

Coniugare innovazione e tradizione in prospettiva interdisciplinare è lo scopo della scuola, che mira a fornire ai partecipanti una formazione avanzata e approfondita su teorie, tecnologie e metodologie applicate a monumenti, manufatti e testi storici nell’ambito delle Digital and Public Humanities. La città di Venezia, con i suoi materiali culturali, archeologici, storici, letterari e artistici farà da protagonista alla sperimentazione “sul campo”.

Storia, storia dell'arte, studi testuali e archeologia sono i settori scientifici di punta dell’offerta didattica. Obiettivo della full-immersion settimanale è quello di sviluppare competenze e abilità tecniche nella digitalizzazione di materiali e fonti e nella modellizzazione, nell’analisi e nella visualizzazione di dati multimediali. 

L’iniziativa, così come l’intera offerta didattica cafoscarina, si propone di coniugare innovazione e tradizione, sottolineano la professoressa Caterina Carpinato, prorettrice alla terza missione, e il professor Luciano Pezzolo, Delegato del Dipartimento di Studi Umanistici per i Rapporti con le istituzioni culturali e Terza Missione, nella sessione inaugurale dell’11 luglio. Passato e futuro devono, infatti, integrarsi nella didattica per fornire ai giovani in formazione un retroterra solido e strumenti validi. Prestare attenzione ai bisogni dell’innovazione significa impegnarsi per trovare soluzioni che vadano oltre l’immediato presente - sottolinea la professoressa Carpinato - in particolare in una città come Venezia, che offre la bellezza del suo patrimonio artistico come banco di prova per le sfide del futuro.

Il filo rosso che unisce le diverse discipline proposte dalla summer school è rappresentato proprio dal patrimonio culturale veneziano, sia testuale che artistico e monumentale, come ricordato durante la giornata di apertura delle attività dal professor Franz Fischer, filologo digitale e direttore del centro. Lo scopo è quello di fornire metodologie e tecnologie digitali che ne consentano una migliore comprensione e una più ampia ed efficace condivisione con la società.

Per questa ragione, le modalità di insegnamento della summer school Digital and Public Humanities comprendono oltre a lezioni,  laboratori pratici e performance sperimentali, anche visite guidate. Valore aggiunto della scuola estiva sono infatti lezioni svolte in numerosi siti storici e luoghi culturali di Venezia e dintorni, come la Fondazione Querini Stampalia, gli spazi dell’Arsenale di Venezia, i Magazzini del Sale, la biblioteca di San Francesco della Vigna, Palazzo Grimani e il Museo M9 di Mestre. 

Il programma prevede anche numerosi eventi aperti alla cittadinanza, sia in presenza che online.

IL CENTRO VeDPH E LA MAGISTRALE IN DIGITAL AND PUBLIC HUMANITIES

Il centro VeDPH, che è stato istituito nel 2019 in seno al Dipartimento di Studi Umanistici, grazie a un finanziamento del MIUR sulla base di un progetto di eccellenza, si propone di potenziare  e condividere la ricerca scientifica attraverso strumenti e metodologie di Digital Humanities e Public Humanities. Il centro rappresenta, come sottolineato dal prof. Fischer nella giornata inaugurale della summer school, un esempio di come l’innovazione delle digital and public humanities possa essere integrate nel sistema accademico italiano, in cui rappresenta ancora una novità. 

Questo spirito di integrazione di diverse discipline in ottica multidisciplinare, è quello che guida anche la magistrale cafoscarina in Digital and Public Humanities, che da quest’anno è ad accesso libero. Le iscrizioni alla magistrale in Digital and Public Humanities sono aperte, per informazioni è possibile consultare la pagina dedicata.

Federica Biscardi