E’ mancata Marcella Ciceri, docente emerita di Ca' Foscari

È venuta a mancare, sabato 28 maggio, la professoressa Marcella Ciceri, docente emerita dell’Università Ca’ Foscari Venezia.

Stimata studiosa di letteratura spagnola, ha insegnato letteratura iberica  medioevale prima a Verona e poi a L’Aquila. Infine è tornata ad insegnare a Venezia, a Ca’ Foscari,  dal 1980 al 2006, dove lei stessa si era laureata anni prima.

Dal 1989 al 1996 è stata Preside dell’allora Facoltà di Lingue e Letterature Straniere di Ca’ Foscari (prima donna a farlo), e poi direttrice del Dipartimento.

A seguito del suo ritiro dall’insegnamento, nel 2006, il Dipartimento di Americanistica, Iberistica e Slavistica le ha conferito nel 2007 la nomina a docente emerito.

Qui riportiamo il ricordo di Patrizio Rigobon, docente di Ca’ Foscari, alunno, collega e amico della professoressa Ciceri.

“Prima ancora che una illustre docente di questo ateneo, di una professoressa di Letteratura spagnola del mio periodo di studente cafoscarino, Marcella Ciceri era per me un’amica. Di quelle amiche con cui puoi chiacchierare lungamente di cose importante o gravi,  ma anche di amene futilità, di massimi e di minimi sistemi. L’ho ascoltata spesso a ricordare i suoi periodi di studentessa a Ca’ Foscari, quando s’iscrisse all’allora costituenda (1954) Facoltà di Lingue e Letterature Straniere. Facoltà  che, qualche decennio più tardi, avrebbe anche presieduto, prima donna a farlo. Scrivo questo  ben sapendo che non amava ricordare il dettaglio di genere.

Aveva un solido impianto filologico, dovuto non solo alla scuola ispanistica cafoscarina  di Alfredo Cavaliere, ma ad approfonditi studi all’estero, quando non era semplice né agevole farlo. Marcella infatti ha sempre svolto il suo lavoro con determinazione, dedizione ed impegno, come dimostrano le  numerose   edizioni critiche prodotte, non solo in ambito ispanistico, ma anche medio-latino di area catalana (dall’Arcipreste de Talavera ad Antón de Montoro; dall’Arcipreste de Hita a Ramon Llull). Di questa “fase catalana”, posso dire per esperienza diretta, che Marcella Ciceri  ha dedicato forse il suo ultimo fruttifero capitolo di studiosa, offrendo l’edizione critica di un’opera latina inedita di Ramon Llull (la Consolatio Venetorum) e rimeditando su una traduzione veneto-italiana della metà del Trecento  del Libro delle Meraviglie lulliano. Ma Marcella ricordava anche, con appassionata nostalgia, il suo soggiorno romano e l’amicizia con Rafael Alberti e María Teresa León. 

L’avvicinamento e la frequentazione della comunità  degli esuli dalla Spagna franchista a Roma, una nutrita pattuglia di intellettuali, dava anche la dimensione politica dell’ispanismo di Marcella, in un momento in cui s’intravedeva a stento  la fine del regime di Madrid. Il suo arrivo a Venezia da Verona, all’inizio degli anni Ottanta del Novecento, dopo aver vinto la cattedra il 30 aprile del 1980, siglò un notevole consolidamento degli studi ispanici nella nostra Università, quell’Ateneo  che tanti anni prima l’aveva vista studentessa e al quale avrebbe dato un fondamentale contributo, sia in termini di sviluppo, sia in termini di ricerca.”

Amici e colleghi la saluteranno e la ricorderanno nella Sala del Commiato di San Michele in Isola, mercoledì 1 giugno alle ore 11.

Federica Ferrarin