Blockchain private più sicure grazie al progetto NiRvAna

Tra i Progetti di Ricerca di Rilevante Interesse Nazionale 2020 finanziati dal Ministero dell’Università e della Ricerca trova spazio il Progetto NiRvAna, Noninterference and Reversibility Analysis in Private Blockchains.
Il progetto, unico nel suo genere in Italia, si propone di studiare l’applicazione di elementi di sicurezza informatica alla tecnologia delle blockchain private.
La ricerca, coordinata dal professor Marco Bernardo dell’Università Carlo Bo di Urbino, coinvolge le unità di ricerca dell’Università Ca’ Foscari Venezia, guidata dalla professoressa Sabina Rossi, e dell’Università di Udine, con la professoressa Carla Piazza.

Ma cos’è una blockchain?
Nata nel 2008, questa tecnologia consente di effettuare transazioni digitali tra parti che non si conoscono, in un ambiente completamente decentralizzato e senza un’autorità che garantisca l’identità delle parti.

Attraverso una struttura informatica che prende il nome di registro distribuito, le transazioni eseguite vengono via via consolidate grazie a un algoritmo di consenso, che garantisce l’immutabilità delle transazioni, che non possono quindi essere rimosse né alterate.
Questa tecnologia è alla base delle cosiddette criptovalute, come Bitcoin ed Ethereum, ma le applicazioni non si limitano all’ambito dei pagamenti digitali.

“Proprio per l’impossibilità di essere modificato, il registro distribuito della blockchain è garanzia di sicurezza e trasparenza - spiega la prof.ssa Sabina Rossi, docente d'Informatica al Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica - Dal punto di vista tecnologico, si tratta di un’idea rivoluzionaria, che sta innovando e innoverà moltissimi settori. Basti pensare alla filiera agroalimentare o, più in generale, al settore della logistica dove, grazie alle blockchain, è possibile certificare e tracciare la provenienza delle merci, evitando così frodi e contraffazioni.
La possibilità di avere a disposizione tutta la storia di contratti e accordi si sta dimostrando utile anche nei settori della finanza, delle assicurazioni e della pubblica amministrazione.”

NiRvAna ha come finalità lo studio delle blockchain private, ovvero controllate da un’organizzazione, ritenuta altamente attendibile dagli utenti, che determina chi possa accedere o meno alla rete e alla lettura dei dati in essa registrati. Il progetto si propone di studiarne la sicurezza informatica, intesa sia come riservatezza dei dati e assenza di flussi di informazione indesiderati, sia dal punto di vista della reversibilità, cioè della possibilità di tornare indietro rispetto alle transazioni già effettuate.

A differenza delle blockchain pubbliche, dove non esiste gerarchia, le blockchain private prevedono diverse tipologie di utenti, diversi livelli di accesso alle informazioni e, tipicamente, sono dotate di un’autorità designata che le governa e che definisce le azioni degli utenti in base ai diritti di accesso.

“La blockchain alla base di Bitcoin non è privata, nessuno la governa - afferma la prof.ssa Rossi - non essendo sottoposta ad alcun tipo di controllo, chiunque può prenderne parte, nessuno può controllare le informazioni che vengono memorizzate su di essa, modificarle o eliminarle, e nessuno può alterare il protocollo che determina il funzionamento di questa tecnologia. Al contrario, il progetto si concentra sulle blockchain private, con particolare attenzione alla cosiddetta CBDC – central bank digital currency, ovvero valuta digitale emessa da una banca centrale. Questa è una prospettiva niente affatto remota se si pensa che ormai una percentuale sempre più rilevante di transazioni monetarie e finanziarie si svolgono digitalmente, e in effetti si sta andando proprio verso la totale dematerializzazione della carta moneta, con i vantaggi che ciò comporta in termini di abbattimento dei costi e di contrasto all’evasione fiscale e al riciclaggio di proventi illeciti.”

E’ chiaro che alla base di una valuta digitale avente corso legale deve esserci una piattaforma informatica perfettamente funzionante.
I ricercatori del progetto NiRvAna utilizzeranno quindi modelli informatici teorici per garantire il corretto funzionamento delle blockchain private, la sicurezza informatica delle transazioni, alte prestazioni e qualità del servizio.
“Questo tipo di tecnologia, oltre a contrastare evasione fiscale e riciclaggio, va incontro anche alle esigenze delle economie emergenti e in via di sviluppo - continua la prof.ssa Rossi - mettendo a disposizione un ecosistema inclusivo che risponda alle notevoli lacune di accesso finanziario che ad oggi sono ancora ampiamente diffuse.”

PRIN 2020

Il programma PRIN, che ha lo scopo di sostenere la ricerca di base delle Università e degli Enti vigilati dal MIUR, finanzia progetti che per complessità e natura possono richiedere la collaborazione di più unità di ricerca stabilite sul territorio nazionale.
I principi guida del programma sono: l’alto profilo scientifico dei partecipanti, la sostenibilità, l’originalità e la fattibilità della ricerca proposta.
La fase di valutazione delle proposte presentate per l’edizione del bando 2020 si è conclusa il 14 dicembre 2021. L'Università Ca' Foscari Venezia ha ottenuto il finanziamento di 12 progetti, di cui 6 con il ruolo di coordinatore.

Tutti i progetti vincitori sono consultabili nella pagina dedicata.

Francesca Favaro