Attestati alla memoria: Cristina Pavesi, vittima di mafia, e Alvise Marotta

Con un attestato alla memoria e un diploma di laurea alla memoria, l’Università Ca’ Foscari Venezia ricorda Cristina Pavesi, vittima innocente della mafia, e Alvise Marotta. Le cerimonie si sono svolte nell’Aula Baratto dell’Ateneo.

CONSEGNA ATTESTATO DI STUDI ALLA MEMORIA DI CRISTINA PAVESI, Aula Baratto, ore 11.10

L’attestato in ricordo di Cristina Pavesi viene consegnato in occasione della Giornata Nazionale della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

Cristina fu uccisa dalla bomba piazzata dalla Mafia del Brenta sulla linea ferroviaria Milano - Venezia il 13 dicembre 1990. Cristina era allora iscritta al corso di Laurea in Lettere di Ca’ Foscari e stava ritornando a casa dopo una giornata trascorsa all’università.

A distanza di più di 30 anni l’Ateneo l’ha ricordata con una commemorazione alla presenza della Prorettrice alla Didattica prof.ssa Luisa Bienati, della prof.ssa Sara de Vido Delegata della Rettrice ai Giorni della Memoria del Ricordo, del Sindaco di Campolongo Maggiore dott. Mattia Gastaldi, e della famiglia per la quale interverrà la zia della studentessa, Michela Pavesi.

Luisa Bienati: «Cristina era una ragazza che amava lo studio e l’arte. La memoria di Cristina è viva. Cristina è qui con noi: queste le parole di don Ciotti pronunciate in occasione della celebrazione della Santa Messa in sua memoria nel 31° anniversario dalla scomparsa. Vorrei riprendere queste parole, non solo per cogliere l’appello al conferimento dell’attestato di studi alla memoria che oggi si realizza, ma anche per dirvi che qui a Ca’ Foscari la memoria di Cristina è viva. Cristina è qui con noi».

In occasione di questa iniziativa è intervenuta anche Sara De Vido, delegata della Rettrice al Giorno della Memoria: «Il diritto alla memoria individuale non è soltanto un (importante) diritto al ricordo, ma un diritto all’identità personale postuma, ovvero il diritto alla cristallizzazione nel tempo dell’identità personale della persona vittima. La memoria è anche collettiva, ovvero una memoria che non riguarda una singola persona ma una collettività di persone. Il diritto alla memoria collettiva protegge e tutela non solo la dignità delle vittime e dei loro familiari ma l’umanità intera attraverso la ricostruzione della verità».

Il Sindaco di Campolongo Maggiore Mattia Gastaldi ha ringraziato l’ateneo per aver subito colto l’invito ad assegnare un riconoscimento per gli studi di Cristina: «Scrissi alla Rettrice il 13 dicembre, il giorno dopo l’intervento di don Ciotti alla messa di suffragio, ed ottenni dopo pochi giorni una risposta positiva. Paragono la cultura della legalità a un mosaico, che crescendo con le persone, tessera dopo tessera, diventa più bello. A Campolongo Maggiore abbiamo intitolato la casa delle associazioni proprio a Cristina Pavesi. Era un immobile di Felice Maniero. Lo useremo per accogliere mamme e bambini in fuga dalla guerra in Ucraina».

Gratitudine per questo riconoscimento ha espresso la zia di Cristina, Michela Pavesi: «Cristina è una vittima senza giustizia, i responsabili hanno avuto solo tre mesi di carcere per la sua uccisione. È una vittima immolata per una ragione di Stato per cui è importante la memoria e l'impegno. La fatica è tanta, il dolore tantissimo. Ogni volta che parlo di lei mi si stringe il cuore. Penso a Maniero e al dolore che ha recato a tutti. Il murale in memoria di Cristina e di Francesco Saverio Pavone è stato sporcato. Penso a quei ragazzi che hanno compiuto quel gesto, vorrei incontrarli e guardarli negli occhi e capire il perché di quel gesto. Noi tutti possiamo decidere di essere cittadini onesti con il nostro impegno continuo».

La prorettrice Bienati ha poi consegnato l’attestato ed esprimendo la motivazione ufficiale: “Ca’ Foscari vuole riconoscere il merito di una studentessa che si era impegnata nella sua carriera. Iscritta alla Facoltà di Lettere, aveva sostenuto gli esami con ottimi voti e uno spiccato interesse per il cinema, la musica, la psicologia. Non vogliamo lasciare incompiuto il suo sogno e anche se è certamente un momento doloroso per tutti noi, l’università di Ca’ Foscari con questo gesto vuole testimoniare come l’Università deve essere, non solo un luogo di studio e di ricerca, ma anche un presidio di libertà, di rispetto della dignità dell’uomo e di speranza per le nuove generazioni”.

CONSEGNA DIPLOMA DI LAUREA ALLA MEMORIA DELLO STUDENTE ALVISE MAROTTA, Aula Baratto, ore 12.30

Nel corso della cerimonia è stato consegnato il diploma di laurea in memoria dello studente Alvise Marotta a distanza di 20 anni dalla scomparsa. Il padre Umberto aveva sottoposto una richiesta di riconoscimento postumo del percorso di Alvise, che aveva ultimato tutti gli esami e presentato la tesi di laurea. 

Umberto Marotta, che tanta parte ha avuto nella vita dell’Ateneo cafoscarino, fu tra i fondatori negli anni ’80 della ALEA e poi dell’ALUC nei primi anni ‘90, antesignana dell’Associazione Alumni e tanto attivo nell’impegno sociale (fondatore anche della Fondazione AlMa ad Alvise dedicata).

La Prorettrice alla Didattica Luisa Bienati: «Consegnare un diploma di laurea alla memoria è molto più che rendere il giusto merito a una carriera; è l’occasione in cui vogliamo mostrare tutta la nostra vicinanza, quella della rettrice, la mia, di tutti i colleghi e amici di Ca’ Foscari e di tutta l’istituzione che rappresentiamo. E allo stesso tempo testimoniare come l’Università debba essere, non solo un luogo di studio e di ricerca, ma anche di impegno sociale, di rispetto della dignità di ogni uomo e di speranza per giovani».

«È in circostanze come queste - ha affermato il professor Bruno Bernardi, relatore di tesi di Alvise - che riscopriamo che quella universitaria è una comunità. Quando l'università si inserisce in un flusso di questo tipo ci conferma di essere una parte propulsiva del nostro vivere insieme».

Federica Scotellaro