Partita la missione sul Monte Rosa per salvare la 'biblioteca' delle Alpi

Dopo settimane di stand-by per il vento forte e le condizioni meteo avverse, la missione scientifica del progetto internazionale Ice Memory sul Monte Rosa è finalmente partita. 

Il Monte Rosa custodisce l’archivio glaciale più studiato e più importante dell’arco alpino. Sul Colle Gnifetti, dove il ghiacciaio Gorner raggiunge oggi gli 80 metri di spessore, sono immagazzinate informazioni sull’ambiente e sul clima degli ultimi 10mila anni.

L’aumento della temperatura mette in pericolo questo patrimonio scientifico e culturale. Lo ha dimostrato, nel settembre 2020, il cattivo stato del ghiacciaio del Grand Combin, che ha fermato a una ventina di metri di profondità i tentativi degli scienziati di estrarre un campione di ghiaccio, probabilmente a causa della presenza di acqua.

Per questo, il team italo-svizzero del progetto internazionale Ice Memory vuole prelevare al più presto dal ghiacciaio ‘freddo’ del Monte Rosa una carota profonda da destinare alla ‘biblioteca’ dei principali ghiacciai montani del pianeta che il progetto stesso realizzerà in Antartide.

La missione, organizzata dall’Istituto di scienze polari del Consiglio nazionale delle ricerche e dall’Università Ca’ Foscari Venezia in collaborazione con il centro di ricerca svizzero Paul Scherrer Institut, era programmata per lunedì 3 maggio ma è poi stata rinviata alla prima finestra di miglioramento meteo, arrivata in questi giorni.

I ricercatori hanno trascorso due giorni a Capanna Gnifetti, a 3.600 metri di quota, per la fase di acclimatamento. Da oggi la loro base è Capanna Margherita, a 4.500 metri di quota, per iniziare il carotaggio profondo del ghiacciaio Gorner.

La missione, organizzata dall’Istituto di scienze polari del Consiglio nazionale delle ricerche e dall’Università Ca’ Foscari Venezia in collaborazione con il centro di ricerca svizzero Paul Scherrer Institut punta ad estrarre due carote di ghiaccio di 80 metri, contenenti informazioni sul clima e sull’ambiente degli ultimi 10mila anni.

Una carota di ghiaccio sarà destinata all’archivio dei campioni provenienti dai principali ghiacciai montani che il progetto Ice Memory realizzerà in Antartide. Questa ‘biblioteca’ sarà un lascito per le future generazioni di scienziati, che non avranno a disposizione i ghiacciai attuali a causa del riscaldamento globale. 

Capanna Margherita

Per tutta la durata della missione, prevista di almeno dieci giorni, gli scienziati alloggeranno al rifugio Capanna Margherita, il rifugio più alto d’Europa edificato su una vetta rocciosa 128 anni fa proprio per contribuire alla ricerca scientifica nel campo della fisiologia prima e poi anche nella climatologia e nelle scienze ambientali.

Il ghiacciaio di Colle Gnifetti

Il ghiacciaio Gorner è il secondo ghiacciaio più esteso dell’arco alpino. Con un’area di circa 40 km2, si estende dai 2190 fino ai 4600 metri sul livello del mare. A fronte della sua estensione, nel 2017 è stato calcolato un volume di circa 4.9 chilometri cubi. Dalla metà dell’800, il ghiacciaio ha perso circa il 40% della sua area, a seguito di un ritiro della sua fronte pari a circa 3,3 chilometri.

Ghiacciai come il Gorner sono sempre più rari nel panorama alpino e rappresentano le ultime chance per creare una ‘biblioteca’ di carote di ghiaccio non ancora corrotte dal cambiamento climatico e in grado di fornire preziose informazioni sulla storia del nostro clima.

La missione sul Monte Rosa è finanziata dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (con il Fondo Integrativo Speciale per la Ricerca, Fisr) e dal Paul Scherrer Institut.

Per saperne di più sul progetto: https://www.icememory.it

Per gli aggiornamenti provenienti dai ricercatori sul campo: Facebook e Twitter.

Parteciperanno alla spedizione: Margit Schwikowski (Psi), Theo Jenk (Psi), Francois Burgay (Psi), Jacopo Gabrieli (Cnr/Ca’ Foscari), Fabrizio de Blasi (Cnr/Ca’ Foscari), Andrea Spolaor (Cnr/Ca’ Foscari), Paolo Conz (guida alpina), Sabine Harbeke (ZHdK, PolARTS project), Riccardo Selvatico (videomaker).

La missione è supportata da AKU e Karpos. Collaborano il Comune di Alagna Valsesia, le Guide Alpine di Alagna, Rifugi Monterosa, Monterosa 2000 spa, Camp, AVIS, ARPA Piemonte, ARPA Valle d’Aosta, Comitato Glaciologico Italiano, Ente di gestione delle aree protette della Valle Sesia, Fondazione Montagna Sicura, Università di Torino, Einwohnergemein.

 

 

Enrico Costa