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Giulia #studentvoices: “a Ca’ Foscari ho coniugato amore per il Giappone e scienze ambientali”

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Giulia Scarel è una studentessa al secondo anno del corso di laurea triennale in Scienze Ambientali a Ca’ Foscari, dove ha conseguito anche una laurea in Lingue, culture e società dell'Asia e dell'Africa mediterranea, specializzandosi in Lingua e cultura giapponese.
 

Quali sono, secondo te, i punti di forza del corso di laurea in Scienze Ambientali? 

Il corso di Scienze Ambientali si distingue per la sua interdisciplinarità e per l'opportunità di applicare concretamente le conoscenze acquisite in vari ambiti. Offre una solida preparazione grazie a docenti competenti e disponibili, che ogni anno arricchiscono il programma per rendere l'ambiente di studio dinamico e stimolante. È un percorso impegnativo che enfatizza l'importanza della collaborazione e del supporto reciproco, competenze essenziali nel mondo del lavoro e per un impatto positivo nella società. Inoltre, il corso offre numerose attività extracurriculari, come seminari e workshop tematici, che arricchiscono ulteriormente l’esperienza formativa. La complessità del programma e l’impegno richiesto nello studio consentono di sviluppare competenze fondamentali come la gestione del tempo e la resilienza. Infine, il corso permette di orientare progressivamente gli interessi individuali, consentendo di approfondire temi specifici e di costruire un percorso sempre più mirato verso le proprie aspirazioni professionali. 
 

Scegliere l'Università, e un corso in particolare, può essere un percorso complicato. Tu come hai fatto? 

Scegliere l’università può essere una sfida, soprattutto per chi ha molte passioni. Nel mio caso, l’amore per la cultura giapponese e per le scienze ha reso la decisione complessa, portandomi a intraprendere due percorsi distinti in momenti diversi. L’università è il momento per esplorare, sbagliare e scoprire ciò che ci appassiona. Ho scelto inizialmente ciò che mi dava gioia e, lungo il cammino, ho acquisito chiarezza e consapevolezza, creando un percorso personalizzato che unisse le mie due grandi passioni.
 

Hai capito subito quali erano le tue passioni?

Fin da bambina, sapevo quali fossero le mie passioni: volevo diventare una scienziata e farlo in Giappone. Non saprei spiegare il motivo di queste inclinazioni, sono sempre state qualcosa di naturale e spontaneo. Ricordo che fu mia nonna a regalarmi il primo dizionario di giapponese in quinta elementare, e mio nonno a incoraggiarmi a intraprendere una carriera scientifica, un sogno che lui non ha mai potuto realizzare a causa delle difficoltà economiche della sua famiglia. Mi hanno sempre spinta a perseguire i miei sogni, senza mai dubitare di me, anche quando ero io la prima a farlo. È grazie a loro che ho preso sul serio queste passioni e ho sviluppato la consapevolezza di voler trovare un modo per realizzare entrambi i miei sogni. Questa è la mia sfida più grande, che continua a guidarmi. Oggi, la mia passione risiede nel cercare di realizzare questo sogno, mettendo in gioco tutte le risorse che ho e acquisendone di nuove lungo il cammino. Le mie passioni sono rimaste le stesse, ma con il tempo si sono fatte sempre più chiare e concrete, prendendo direzioni sempre più precise.
 

Ci parli di un’esperienza significativa che hai fatto all’università? 

La mia ambizione è coniugare la passione per il Giappone con le competenze sviluppate nel campo delle Scienze Ambientali. Questo sogno, alimentato dalle mie esperienze universitarie e personali, mi ha portata a essere selezionata come rappresentante italiana per il programma MIRAI 2024/2025 (Mutual-understanding, Intellectual Relations and Academic Exchange Initiative). Promosso dal Ministero degli Affari Esteri del Giappone (MOFA) in collaborazione con il Japanese International Cooperation Center (JICE), il programma ha coinvolto 15 studenti e studentesse  provenienti da paesi europei ed extra-europei, offrendo un’immersione di sette giorni nel mondo della Scienza e Tecnologia con l’obiettivo di promuovere la comprensione reciproca, favorire il dialogo intellettuale e creare una rete di futuri leader internazionali. 

Durante questa esperienza, ho avuto l’opportunità di esplorare alcune delle più affascinanti innovazioni scientifiche e tecnologiche giapponesi. All’Istituto Shibaura, ho collaborato con studenti locali allo sviluppo di progetti interdisciplinari sui materiali intelligenti e sulle scienze cognitive, culminati in una presentazione creativa nel workshop "Ideas Ignition". Al RIKEN CBS ho approfondito tecnologie avanzate per lo studio delle connessioni neurali, mentre JAXA ci ha aperto le porte della sala di controllo del programma KIBO, offrendoci uno sguardo sulla vita degli astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Cyberdyne mi ha particolarmente colpita con le sue tecnologie d’avanguardia per la riabilitazione, legando innovazione tecnologica e umanità. Infine, il Panasonic Center Tokyo mi ha sorpreso con soluzioni sostenibili e un viaggio nella storia dell’innovazione, dai primi modelli di radio ai concept futuristici.

L’esperienza è stata arricchita da un’intervista con l’Asahi Tokyo Shinbun, uno dei principali quotidiani giapponesi, che mi ha permesso di condividere le mie impressioni sulla cultura giapponese.  La conclusione del programma è stata segnata da una significativa courtesy call con il Parliamentary Vice-Minister for Foreign Affairs, Mr. Matsumoto Hisashi, e un dialogo con Mr. Kakihara Motoo, Direttore della Divisione Politica Europea del MOFA Questi momenti hanno rappresentato la sintesi ideale di un percorso fatto di scambi culturali, innovazione e riflessioni condivise, un’esperienza che mi ha dato una motivazione rinnovata per il mio futuro accademico e professionale, non che il primo grande passo verso la realizzazione dei miei obiettivi.


Cosa significa per te fare parte della comunità cafoscarina?

Per me significa avere l'opportunità di confrontarsi con persone provenienti da realtà diverse, costruendo relazioni che vanno oltre l'ambito accademico. È un'esperienza di crescita reciproca, in cui si creano legami che arricchiscono il proprio percorso, sia professionale che personale.
 

Quali sono i tuoi 'luoghi del cuore' della vita universitaria?

Il mio luogo del cuore è sicuramente la biblioteca BAUM, che frequentavo giornalmente durante il mio primo percorso universitario. Le lunghe serate di studio fino a mezzanotte, quando il mondo sembrava rallentare e Venezia diventava magica sotto le luci notturne, sono ricordi che porterò per sempre con me.
 

Che consigli daresti alle nuove matricole cafoscarine?

Alle matricole consiglio di impegnarsi nello studio senza dimenticare l'importanza della salute, del benessere mentale e delle relazioni affettive, essenziali nei momenti difficili. Cercate esperienze che vi arricchiscano, viaggiate e apritevi a nuove prospettive. Inseguire i propri sogni è complesso: troverete ostacoli e dubbi, ma non mollate. Seguite il vostro cammino con i vostri tempi, affrontando le sfide senza timore di chiedere aiuto.
 

Dove ti vedi tra 10 anni?

Rispondere a questa domanda non è semplice per me. Fino al 2022, avevo una visione chiara del mio futuro: mi vedevo impegnata in un contesto di ricerca internazionale, con il Giappone come meta per realizzare i miei sogni professionali e personali. Tuttavia, l'ischemia che ho avuto nel 2022 ha avuto un impatto significativo sulla mia vita, compromettendo le mie abilità motorie, comunicative e, soprattutto, mnemoniche, rendendo difficile per me prevedere dove sarò tra dieci anni. Non ho una risposta chiara riguardo al mio percorso futuro, ma sono convinta che, con il tempo, riuscirò a recuperare ciò che ho perso, dalla lingua giapponese alle abilità motorie. Il mio obiettivo principale sarà ricostruire ciò che è venuto meno, continuando nel frattempo ad accumulare nuove esperienze e ricordi, con la speranza che tra dieci anni la mia vita sarà tornata alla normalità. Inoltre, il contesto geopolitico ed economico incerto che stiamo vivendo oggi aggiunge un ulteriore livello di imprevedibilità, ma sono determinata ad affrontare il futuro con forza, resilienza e speranza, cercando di adattarmi a ogni nuova sfida che incontrerò.

Francesca Favaro