Tiresias 
Teatro Ca' Foscari 2022, Asteroide Amor

Martedì 11 ottobre 2022, ore 20.00

un progetto di Bluemotion
da "Hold your own"/ "Resta te stessa" di Kae Tempest traduzione di Riccardo Duranti
regia Giorgina Pi
con Gabriele Portoghese
dimensione sonora Collettivo Angelo Mai
bagliori Maria Vittoria Tessitore
echi Vasilis Dramountanis
costumi Sandra Cardini
luci Andrea Gallo
accompagnamento Benedetta Boggio
una produzione Angelo Mai/Bluemotion

Crediti: Lau Chourmo

"Siamo sempre soggetti in divenire,
SEMPRE
sul punto di diventare altro"
Rosi Braidotti

Tiresia è il veggente che sa, che conosce ciò che si dovrebbe fare. Fa paura ascoltarlo, il suo corpo conturba, è al di fuori dell’ordine naturale, è un corpo che vive più sessualità, più età in una vita. Quando i suoi occhi smettono di vedere iniziano a leggere il futuro. Tiresia è un’entità che nell’Ade custodisce le risposte, è tramite tra l’umano e il divino. È fuori dalla retorica del potere, è continuamente una frattura nella narrazione, e con le sue vizze mammelle - per dirla con Eliot - vive in mezzo alle piccole cose, non è gerarchico nel sapere e nell’esperire. Tempest lo osserva vagare: ragazzino timido, giovane donna che scopre amore e chiaroveggenza, anziano solitario e molto altro. Accanto divinità antiche si mischiano con noi stanchi alla fermata dell’autobus, un piccolo parco di periferia diventa bosco sacro e il mito denuncia intima. Tante vite in una vita, tante e tanti noi in continua metamorfosi per rimanere ciò che scopriamo di essere. Tiresia è via d’uscita alla natura, le sue tante e sfrontate vite sfidano l’ordine naturale, sorpassano le regole sessuali e la gerarchia del tempo: Tiresia è simultaneità.

Tra vecchi dischi e nuove impressioni, un corpo solo, quello di Gabriele, all’ora viola, sospesa tra giorno e notte, segue orme poetiche e sonore, per le strade di un mondo che morendo rinasce. "Hold Your Own"/"Resta te stessa" corteggia Tiresia di Eliot che identifica l’indovino nel poeta, che sa unire il misterioso tema dell’origine insieme alla veggenza del non ancora. Facciamo allora che i versi siano in carne ed ossa, proprio come nella "spoken word poetry", mettiamoci in cerchio ad ascoltarli. La nostra vita di adesso è lacerata e frastornata da ferite ancestrali dovute a questa nuova peste e da pressioni soffocanti causate dalla ferocia rinnovata del capitalismo. Difficile trovare la forza di restare se stesse/i. Abbiamo chiesto aiuto a chi non ha bisogno di guardare per sapere. Tiresia per noi è un rito. “Tiresia, vienici a parlare” chiede Tempest. Stavolta ti ascolteremo. Siamo qui che vogliamo capirti. Sappiamo che vedi fino in fondo nel passato, tu non perdi la memoria come noi, non ti preoccupi di piacere, sei povero, vecchio, vagabonda, sporco, trans, in mezzo alle cose, sempre imprevisto.

"Qualcosa nel crepuscolo in arrivo sussurra di non tormentarsi le mani. Non importa ciò che oggi perdiamo. Non è ancora domani".

Per saperne di più

“Tiresias”, La poesia della metamorfosi

La drammaturgia ‘al femminile’ ha da anni un posto d’onore nel lavoro registico di Giorgina Pi e in quello della sua compagnia Bluemotion, nata a Roma all’interno dell’esperienza artistica e politica dell’Angelo Mai. Tra le autrici più volte affrontate sulla scena si incontra prima di tutto la drammaturga Caryl Churchill, di cui l’artista romana allestisce ben tre pièce, “Not Not Not Enough Oxygen”, “Settimo cielo” eCaffetteria blu”. Ma negli ultimi tempi la sua attenzione si è rivolta anche a un’autrice, performer e musicista britannica come Kae Tempest, prima con “Wasted” e in seguito con “Tiresias”, che debutta nel giugno 2020 al festival milanese Da vicino nessuno è normale.

La Tempest, classe 1985, ha al suo attivo dischi, testi teatrali, romanzi e raccolte di poesie. Nello specifico, “Tiresias” si riferisce proprio al poemetto “Hold Your Own”, tutto incentrato sul mito dell’antico profeta cieco, raccontato attraverso i testi greci ma anche traendo spunto dalla “Waste Land” di Thomas Stearns Eliot, dove Tiresia funge da voce narrante.

La scrittura di Kae Tempest è quella della poesia, magmatica, evocativa, ritmica e incredibilmente suggestiva. Il libro ripercorre quattro fasi della vita di Tiresia, da adolescente ad anziano: il protagonista assurge a simbolo della metamorfosi e del cambiamento. In primo luogo per quanto riguarda il genere, divenendo due volte da uomo donna per decisione/punizione degli dei. Ma la trasformazione sta anche nel suo modo di guardare: proprio lui, che ha sperimentato entrambi i sessi, può dirimere la contesa in atto tra Zeus e la moglie/sorella Era su chi, tra uomo e donna, tragga il massimo piacere dal rapporto sessuale. Dichiarando la donna vittoriosa in amore (e giustificando in questo modo per vie traverse l’infedeltà di Zeus), provoca la furia della dea che lo acceca. Ma questa cecità si trasformerà, a sua volta, in uno sguardo più ‘alto’ di quello della comune vista mortale. Tiresia insomma incarna una figura cangiante e liminale a quella umana, pur essendo, in “Hold Your Own” sospesa tra l’universo mitologico e inscalfibile e una contemporaneità spesso dura e dolorosa.

Su questa struttura – la traduzione italiana è di Riccardo Duranti – si innesta lo spettacolo di Giorgina Pi, uno dei più applauditi della scorsa stagione, tanto da meritarsi due diversi Premi Ubu nel 2021, come miglior nuovo testo straniero e come miglior progetto sonoro. In effetti, il suono ha un ruolo determinante in questa messinscena, che viene scandita da due lettori di vinili in cui è di volta in volta inserito un disco che ha come titolo una lettera della parola Tiresia. Ma è tutto l’’‘ambiente sonoro’, curato dal Collettivo Angelo Mai, a essere straordinariamente dinamico, tra prestiti dalla grande musica classica e brani country e rock, riprodotti oppure eseguiti dal vivo. È un ‘tappeto’ avvolgente che riserva spazio anche alle parole del testo in lingua originale, puntualmente tradotte, oltre che a versi in greco sofocleo e molto altro. Protagonista assoluto è Gabriele Portoghese, infallibile e mutevole interprete, al par di Tiresia, della storia evocata.

Bluemotion

Bluemotion è una formazione nata a Roma all’interno dell’esperienza artistica e politica dell’Angelo Mai. Performer, registi, musicisti e artisti visivi si uniscono per creare a partire dalle proprie suggestioni, confrontando i propri sguardi sul presente e sull’arte. Le opere di Bluemotion sono sempre creazioni collettive, risultato dello scambio e delle visioni dei membri del gruppo. Bluemotion crea, vive e condivide nello spazio indipendente per le arti Angelo Mai. Gli artisti di Bluemotion sono anche attivisti nel campo dei diritti umani e dei diritti dei lavoratori dello spettacolo.

Giorgina Pi

Giorgina Pi è un'artista nata e cresciuta a Roma. Si laurea in Dams, si specializza a Parigi con una tesi sugli spettacoli shakespeariani del Théâtre du Soleil, conciliando fin da principio l’interesse per il teatro e i gender studies. Autrice di saggi e articoli è dottoranda in comparatistica presso le Università di L’Aquila con Massimo Fusillo e Paris 8 con Nadia Setti, concentrandosi sulle riscritture contemporanee di miti greci firmate da donne. Regista, attivista, videomaker, femminista, fa parte del collettivo artistico Angelo Mai - spazio indipendente per le arti di Roma (Premio Franco Quadri 2016). Con il gruppo Bluemotion realizza spettacoli e immagina ambientazioni, in una ricerca che coniuga arti della scena, ricerca visuale e musica dal vivo. Ha collaborato con vari artisti tra cui Motus, Fanny & Alexander, Balletto Civile. Ha lavorato approfonditamente sui testi della drammaturga inglese Caryl Churchill,  attraverso "mise en espace", traduzioni, radiodrammi [in particolare "Non Non Non Non Non Abbastanza Ossigeno" per Rai Radio3] e soprattutto direzione di spettacoli tra cui "CaffettieraBlu", "SettimoCielo", "Notnotnotnotnotenoughoxygen". Dal 2019 lavora sulla scrittura poetica di Kae Tempest, realizza gli spettacoli "Wasted" e "Tiresias" e la performance video "Tiresias BSide". "Tiresias" vince il Premio Rete Critica 2020 e 3 premi Ubu nel 2021. Nel 2021 è regista dell’opera "The Rape of Lucretia" di Benjamin Britten prodotta dal Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto e di "Sherpa", scritto da Roland Shimmelpfennig ed inserito nel G8 Project del Teatro Nazionale di Genova.

Last update: 24/11/2022