Divulgazione scientifica digitale: Edizioni Ca' Foscari e l'Open Access

Il panorama dell’Open Access è in continua evoluzione e recenti attestati di qualità dimostrano che la University Press Edizioni Ca’ Foscari ha giocato d'anticipo in questo senso. Quest'anno ha infatti ricevuto un premio dall’Università di Amsterdam (UvA) grazie alla rivista EL.LE proprio per la conformità allo standard Diamond, il modello editoriale più rigoroso di Open Access. Questo utilizza sistemi editoriali e di validazione scientifica ad accesso completamente aperto (full OA) finanziati e gestiti, per lo più, dalle università e dagli enti di ricerca, a garanzia della qualità dei contenuti. I prodotti scientifici sono pubblicati online ad accesso libero e gratuito, senza alcun costo né per i lettori né per gli autori. Edizioni Ca’ Foscari si attesta inoltre fra gli editori Open Access più attivi per numero di pubblicazioni nel settore umanistico.

Negli ultimi anni si sta osservando l’imposizione dell’OA come modalità di pubblicazione della ricerca con fondi europei.
Come scrive Matteo Di Rosa per APRE (Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea) «Con l’avvento di Horizon Europe, il programma quadro dell’Unione europea per la ricerca e l’innovazione per il periodo 2021-2027, la Commissione Europea ha deciso di dedicare più enfasi alle politiche adottate in materia di Open Access. I beneficiari di un progetto devono garantire l’accesso aperto alle pubblicazioni scientifiche sottoposte a revisione tra pari (peer review scientific pubblication) relative ai loro risultati. Altra novità rispetto a Horizon 2020, è la possibilità di rendicontare i costi di eventuali APC (article processing charge) sostenuti dal beneficiario, solo se la rivista su cui si pubblica è full open access.
In questo modo vengono tagliate fuori tutte le riviste ibride, che descrivono un modello di pubblicazione in cui alcuni articoli sono resi disponibili apertamente, dietro pagamento di un addebito (APC), mentre altri articoli rimangono ad accesso chiuso (dietro paywall) e la rivista nel suo insieme è basata su abbonamento. La scelta è stata adottata per evitare il fastidioso fenomeno del 'double dipping' che si riferisce ai casi in cui un editore vende i propri servizi a un autore (l’autore paga l’accesso aperto) e contemporaneamente vende il prodotto finale alle biblioteche (un abbonamento) a cui lo stesso autore magari afferisce. In questo caso si sta pagando per un prodotto che dovrebbe già essere gratuito.
Ultimo, ma non meno importante, la Commissione europea ha adottato la piattaforma di pubblicazione Open Research Europe che offrirà ai beneficiari di Horizon 2020 e di Horizon Europe la possibilità di usufruire di una sede di pubblicazione di alta qualità soggetta a peer-review ad accesso aperto e gratuito sia durante che dopo la fine delle sovvenzioni. Tutto ciò consente la riappropriazione della comunicazione scientifica da parte di chi fa ricerca e conferma che l’Open Access si sta ormai affermando come standard, non più eccezione, nell’editoria accademica».

Nel panorama italiano, gli editori spesso o sono puramente accademici, quindi pubblicano testi che non vengono sottoposti a un rigoroso processo di validazione e a una specifica cura editoriale, pagati in anticipo con fondi pubblici, oppure hanno finalità prevalentemente commerciali e cercano quindi di vendere la ricerca al pubblico dei lettori.
Edizioni Ca’ Foscari si pone al di fuori di queste due categorizzazioni generiche: da un lato attua un processo di validazione e di cura editoriale e, dall’altro, punta alla più ampia diffusione dei contenuti. Tuttavia, invece di ricorrere ai canali commerciali, si affida all’accesso immediato e integrale dei contenuti pubblicati. I vantaggi sono evidenti: massima circolazione per il frutto del lavoro di ricerca, massima accessibilità da parte dei lettori e infine un’ottimizzazione degli investimenti per gli Atenei. 

L’università infatti si trova spesso a pagare più volte: stipendia il ricercatore, finanzia la ricerca e, una volta che il ricercatore ha pubblicato sulla rivista scientifica, paga l’abbonamento alla rivista per leggere i risultati, da ultimo paga i diritti di riuso didattico dell’articolo. Un paradosso del sistema tuttora molto diffuso.
Il modello Open Access sfrutta invece i vantaggi dell’editoria digitale, dei suoi sistemi di produzione e diffusione meno costosi e più sostenibili, abbatte i costi di edizione e permette di esercitare il controllo sui diritti di autore: questi infatti rimangono integralmente in possesso degli autori e degli enti di ricerca.

È inoltre importante sottolineare che la funzione di editore nell’Open Access viene svolta in primo luogo dai comitati scientifici e dai peer reviewers. Sono gli studiosi, e non gli editori, a validare i contenuti di una monografia di filologia medievale o di un modello statistico, ad esempio, verificandone robustezza, attendibilità, replicabilità e correttezza metodologica. Proprio perché questa validazione è compiuta da specialisti e non da editori, la scienza aperta mira a rendere anche questo processo pubblico, invece di relegarlo all’interno delle case editrici commerciali.

Il valore aggiunto di un buon editore Open Access risiede dunque nel redigere ed elaborare un testo per l’uso di un pubblico più ampio, facilitando così il suo massimo impatto e diventando mediatore fra scienza e pubblico. Dare forma divulgativa a opere scritte per lettori specialisti è un compito molto difficile, ed è al centro degli impegni di Edizioni Ca’ Foscari.
La University Press pubblica autori nazionali e stranieri e gioca un ruolo sempre più strategico nel processo di internazionalizzazione dell’ateneo, aprendo le porte di Ca’ Foscari al mondo.

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A cura di Veronica Chiossi (Edizioni Ca' Foscari)