Biennale Architettura: cafoscarine al padiglione vincitore del Leone d’Oro

La Giuria internazionale della 17. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia ​​How will we live together?, ha attribuito il Leone d’oro per la miglior Partecipazione Nazionale al padiglione degli Emirati Arabi Uniti intitolato Wetland

Il progetto, curato da Wael Al Awar e Kenichi Teramoto, è stato premiato per la sua attenzione al sottile equilibrio tra produzione e spreco su scala locale e globale e per la sua proposta a metà tra artigianalità e tecnologia. Il padiglione, localizzato all’Arsenale, presenta i risultati di una ricerca del Wetland Research Team (composto da un gruppo di scienziati di Abu Dhabi, Tokyo e Sharjah) su un materiale da costruzione rinnovabile a partire dalle sabkhah, un ecosistema di saline naturali presente negli Emirati Arabi Uniti. Si tratta di una risorsa rinnovabile per le costruzioni alternativa al cemento Portland, la cui produzione contribuisce alle emissioni globali di CO2.

L’esposizione è accompagnata dalle fotografie dell’artista emiratina Farah Al Qasimi, che catturano la tensione tra l’industrializzazione dello spazio urbanizzato e  l’ambiente naturale delle saline, sito World Heritage dell’UNESCO.

Attraverso questo progetto vengono messe a frutto pratiche architettoniche e risorse ambientali locali per riflettere su problemi di portata globale, come quello del cambiamento climatico.

Wetland resterà aperto al pubblico alla 17 Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia (Arsenale) fino a domenica 21 novembre 2021

Il padiglione ha dato inoltre l’occasione di mettere in pratica conoscenze e competenze acquisite all’Università a due studentesse cafoscarine del corso magistrale Lingue, economie e istituzioni dei Paesi dell'Asia e dell'Africa mediterranea (curriculum arabo), che hanno collaborato attivamente all’esposizione, accogliendo i visitatori e svolgendo il ruolo di mediatrici culturali. Questa è stata per loro l’occasione di lavorare in un ambiente multiculturale, acquisire nuove prospettive sul paese e la cultura oggetto dei loro studi, fruire delle possibilità culturali offerte dalla città di Venezia e riflettere su sfide globali, come quella della sostenibilità ambientale.

Marta Perego

“Il Padiglione degli Emirati Arabi Uniti mi ha selezionata in quanto studentessa di lingua, cultura ed economia dei Paesi arabi. Al Padiglione il mio compito è stato quello di accogliere i visitatori e di esporre loro il progetto degli artisti emiratini da un punto di vista tecnico e in relazione alle tematiche trasversali della Biennale di quest'anno (come la sostenibilità). Data l’eterogeneità dei visitatori del padiglione, è stato importante saper rispondere a domande relative al contesto socio-economico e ambientale degli Emirati Arabi Uniti.

Un giorno un visitatore libanese mi ha chiesto spiegazioni sul materiale rinnovabile presentato nel Padiglione e abbiamo conversato in arabo sull'importanza del contatto tra culture ed esperienze diverse nel rispondere a problemi attuali e globali come il cambiamento climatico. Questo episodio è esemplificativo della mia esperienza in Biennale, che mi ha insegnato molto dal punto di vista pratico ma, soprattutto, mi ha permesso di lavorare in un ambiente multiculturale e di partecipare attivamente a un progetto dedicato alla sostenibilità ambientale, una delle questioni più urgenti del nostro tempo.

Questa esperienza ha ampliato il mio bagaglio culturale e il mio sguardo al futuro, permettendomi di aprire il mio percorso a nuovi settori, quali quello dell'architettura. Inoltre, ho avuto l'opportunità di guardare a tematiche affrontate nei miei studi da nuovi punti di vista, oltre a quello economico. Infine, un tassello fondamentale nel mio percorso di vita è stato relazionarmi con splendide persone provenienti da Paesi diversi dal mio, che vorrei conoscere in modo sempre più approfondito.

Per questo credo che Venezia sia una città di estremo valore per studenti di qualsiasi nazionalità: si può vivere l'università in un ambiente internazionale che, tuttavia, si mantiene legato al contesto locale e specifico della laguna. I numerosi musei ed eventi culturali organizzati in città forniscono agli studenti di diverse facoltà l'opportunità di approfondire e mettere in pratica le conoscenze apprese negli anni (come le lingue nel mio caso) nonché di interfacciarsi con il mondo dell'arte che, a Venezia, trova un'importante sede.” Marta Perego - laureanda corso magistrale Lingue economie e istituzioni dei Paesi dell'Asia e dell'Africa mediterranea (arabo).

Giulia Laudenzi con gli 'interns' emiratini del 2021

“Questo è il secondo anno che collaboro con il padiglione degli Emirati Arabi Uniti. Nel 2018, a seguito del mio stage presso il Padiglione, ho avuto la fortuna di poter conoscere un artista molto influente nel mondo arabo: lo Street Artist franco-tunisino eL Seed, al quale ho dedicato la mia tesi di laurea triennale. Dopo esserci incontrati in Tunisia durante un mio viaggio studio ed averlo intervistato, ormai è consuetudine per noi incontrarci a Murano, dove ha recentemente collaborato con la fondazione Berengo, realizzando un pezzo unico in caratteri arabi nella loro fornace.
Sono grata di aver potuto ripetere l’esperienza quest’anno e di vivere ancora un’esperienza così ricca di sorprese.

La collaborazione con il padiglione degli Emirati Arabi Uniti permette ai tirocinanti di essere quotidianamente esposti ad un continuo scambio di pensieri, saperi e vibrazioni provenienti da altre culture e diversi stili di vita con i quali si interagisce durante lo stage. Il clima stimolante di questa esperienza indirizza verso nuove idee e progetti per  proprio futuro universitario e lavorativo. Tutti gli stagisti entrano in contatto con alcuni dei più importanti architetti ed artisti del mondo e partecipano a numerose esperienze formative e ricreative legate alla città di Venezia e promosse dal Padiglione. Vengono proposti, ad esempio: tour guidati della Biennale o di musei o attività e laboratori, come il corso di Acquaforte presso la Scuola Internazionale di Grafica di Venezia a cui ho partecipato nel 2018.

Il compito principale dei tirocinanti è coinvolgere i visitatori all’interno dello spazio espositivo, si tratta di un ruolo responsabilizzante, che mi ha permesso di maturare un grande spirito di iniziativa e intraprendenza, anche nella gestione di imprevisti legati all’emergenza Covid-19.
Fare da mediatrice mi ha permesso di raggiungere una sempre maggiore sicurezza personale, fondamentale per il futuro lavorativo. Inoltre, il contatto quotidiano con persone provenienti da altre parti del mondo mi ha fatto acquisire maggiore consapevolezza e rispetto nei confronti di un’altra cultura.

Se non fosse stato per Venezia, e gli stimoli che questa città offre quotidianamente a noi studenti la mia vita sarebbe stata molto più monotona. Non si tratta solo di seguire le lezioni, di studiare o di passare un esame, l'Università Ca' Foscari permette di maturare dal punto di vista universitario, lavorativo, ma soprattutto personale. Ogni giorno si è esposti ad una serie di attività ed eventi culturali che arricchiscono il nostro percorso di vita in questa città. Si sente di appartenere alla città stessa e si ha il desiderio di contribuire al suo sviluppo, coltivando contemporaneamente la propria sfera personale. Il legame che si crea con Venezia e con Ca' Foscari è sicuramente una delle cose che più mi porterò dietro di questi meravigliosi anni universitari.” 
Giulia Laudenzi, corso di Laurea Magistrale in Lingue e civiltà dell'Asia e dell'Africa Mediterranea (arabo e turco).  


Ricordiamo infine un altro esempio del legame tra comunità cafoscarina e Biennale Architettura: tra gli esperti internazionali e direttori di musei che hanno composto il comitato scientifico del padiglione Russia Open!, coordinato dalla commissaria Teresa Mavica, si annovera la Professoressa Silvia Burini, che dirige il Centro Studi sulle Arti della Russia-CSAR dell'Università Ca' Foscari Venezia dove insegna Storia dell'arte russa, Storia dell'arte contemporanea e Curatorship dell'arte contemporanea. Al Padiglione, situato ai Giardini e curato da Ippolito Pestellini Laparelli, è stata attribuita la menzione speciale alla Partecipazione Nazionale per aver operato una ristrutturazione del padiglione storico.    

Federica Biscardi