CONCHILMEM: la memoria del Cile attraverso i fumetti di Condorito

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Il condor è uno dei simboli del Cile e delle popolazioni andine, una vera icona dell'identità latinoamericana. Condorito, il condor a fumetti, nato nel 1949 e reso celebre dalla matita di René Ríos Boettiger (1911-2000), in arte Pepo, per oltre 75 anni ha raccontato la storia del Cile attraverso vignette ricche di umorismo, offrendo un ritratto della vita quotidiana e degli stati d'animo di un paese attraversato da una complessa situazione politica.

L'umorismo di Condorito, caratterizzato da semplicità e sarcasmo, non solo ritrae la società cilena, ma veicola anche critiche sui comportamenti e sulle situazioni, aggirando abilmente la censura. Pepo è stato uno dei fumettisti più influenti del Cile nel XX secolo. Iniziò la sua carriera nella rivista di satira politica Topaze nel 1932, una pubblicazione di grande rilievo in quel periodo. Pepo ha avuto una produzione multisfaccettata: ha fondato e diretto diverse riviste, creato numerosi personaggi e influenzato la stampa nazionale attraverso il suo lavoro, formando una nuova generazione di disegnatori.

Condorito e Pepo sono al centro del progetto di Claudia Stern, ricercatrice cileno-israeliana, attualmente a Ca' Foscari con una borsa di studio Marie Curie Cofund.

CONCHILMEM: Condorito Chile Memory si concentra sulla metamorfosi dell'identità delle classi medie e identità di genere in Cile. Da questo punto di vista Stern ha ritenuto che Condorito, un personaggio iconico della cultura cilena, potesse offrire un importante contributo alla memoria collettiva e alla ricostruzione storica attraverso lo studio dell'umorismo grafico. Il suo studio è focalizzato sulle classi sociali tra storia sociale, culturale e urbana.

Qual è l’obiettivo della tua ricerca?

In questa fase della mia ricerca voglio analizzare le strisce di Condorito attraverso la ‘prospettiva del trauma’. La pubblicazione del fumetto, iniziata nel 1949 e ancora in corso, permette di studiare la continuità e le trasformazioni storiche di determinati processi sociali. Condorito riflette, in modo implicito, la storia nazionale cilena degli ultimi 75 anni. Concentrarmi su Condorito in un periodo storico specifico – dal governo di Allende alla dittatura di Pinochet – mi consente di esaminare espressioni quotidiane che aiutano a comprendere le diverse interpretazioni della memoria. Inoltre, permette di stabilire un legame più profondo tra la costruzione della memoria nazionale e il ruolo dei fumetti come mezzo di espressione per studiare la rappresentazione della memoria divisa.

“La Fuga” nº 2.810, Condorito nº 49, 1975 Pubblicata nel 1975, rappresenta il modus operandi della polizia segreta del regime di Augusto Pinochet, la DINA. I poliziotti arrestano Condorito, musicista, e trovano nel suo bagaglio degli spartiti che, per la loro ignoranza, interpretano come codici segreti, portandolo in prigione. Durante l’interrogatorio, Condorito spiega che si tratta de L’arte della fuga di J. S. Bach, un’opera storicamente associata al mistero. Il gioco di parole tra la fuga musicale e la fuga come tentativo di scappare dalla repressione crea un sottotesto ironico e intelligente.

Cosa intendi per memoria divisa?

Per alcuni, la dittatura è stata una tragedia sociale; per altri, una salvezza. Questa divisione della memoria è ancora presente e rappresenta un tema centrale della mia ricerca. La memoria divisa in Cile si inserisce nella diversa interpretazione da parte della società degli eventi storici, come il governo di Salvador Allende, il colpo di Stato dell'11 settembre 1973 e la dittatura di Augusto Pinochet. Ad esempio, per molti cileni ‘la via cilena al socialismo’ di Allende rappresentava un sogno e una speranza, mentre per altri era vista come una minaccia. Il Cile era -e continua ad essere- un paese conservatore, gerarchico e normativo: Le strategie di destabilizzazione della destra politica e imprenditoriale, con il supporto degli Stati Uniti, diffusero una narrazione di terrore in parte della popolazione, favorendo così il sostegno al colpo di Stato. A ciò si aggiunse l'incapacità di Allende di gestire le frange più radicali del suo governo, alcune delle quali promuovevano la lotta armata.

“Desabastecimiento” nº 1.828, Condorito nº 36, 1971 La striscia pubblicata nel 1971, rappresenta la situazione di scarsità nei negozi di quartiere durante il governo di Salvador Allende (1970-1973). Con il sarcasmo caratteristico della serie, la vignetta riproduce la cultura quotidiana di un’epoca segnata dalla mancanza di generi alimentari di base, dovuta alla destabilizzazione provocata dalla destra politica e dagli imprenditori, con il supporto degli Stati Uniti.

Hai recentemente presentato in Messico il tuo libro ‘Cartas para Pepo’. Come si lega al progetto?

Sempre per il progetto CONCHILMEM lo scorso dicembre ho curato al Salón del cómic della Fiera di Guadalajara in Messico due mostre dedicate a Condorito per i suoi 75 anni e ho presentato il mio libro, 'Cartas para Pepo' frutto della prima fase della mia ricerca presso Ca’ Foscari. La realizzazione dello stand al Salón del Cómic dedicato a Condorito e della mostra ‘Arte de Pepo’ è stata possibile grazie al sostegno e alla collaborazione con l’Ambasciata del Cile in Messico, Prochile, la Fiera del libro di Guadalajara, il Ministero della Cultura del Cile e la Fondazione Pepo, di cui faccio parte in qualità di direttrice delle relazioni internazionali. Il progetto ha avuto un grande impatto sulla comunità ispanoamericana che ha visitato la fiera, perché ha ripercorso la storia di Condorito, la carriera di Pepo e il resto della sua opera.

Il libro Cartas para Pepo si basa su una raccolta di 46 lettere scritte tra il 1935 e il 2000, la maggior parte di queste lettere è stata donata dalla famiglia di Pepo alla Biblioteca Nazionale del Cile, mentre le ultime quattro provengono da un collezionista privato, che le ha generosamente messe a disposizione per questa ricerca. Ho analizzato le emozioni espresse nelle lettere e il loro legame con il contesto storico. Ogni lettera è stata esaminata attraverso tre dimensioni: intimità ed emozioni, relazioni di genere e classe, vita quotidiana e spazio. Inoltre, ho individuato l’impatto di eventi storici specifici, come la Seconda Guerra Mondiale o la Legge sul Salario Vitale (1937) e il Massacro del Seguro Obrero (1938), sulle relazioni personali dell’epoca.

Studiare Pepo attraverso la sua corrispondenza mi ha permesso di ricostruire la storia del Cile del XX secolo attraverso il suo scambio epistolare con le persone a lui vicine, offrendo uno sguardo intimo su come la storia viene vissuta nella quotidianità. Inoltre, permette di valorizzare l'autonomia creativa di Pepo e di identificare elementi autobiografici nella sua opera.

CONCHILMEM ha un approccio innovativo alla storia e vuole anche creare un ‘ponte’ con la contemporaneità. Come?

Ho integrato una prospettiva contemporanea nella mia ricerca attraverso laboratori con studenti e studentesse delle scuole superiori in Cile, utilizzando le strisce di Condorito per capire come le giovani generazioni percepiscono il passato e la memoria storica. È stato sorprendente vedere come proiettano le proprie esperienze nell’analisi degli eventi di cinquant'anni fa. Questo conferma l’importanza di collegare la storia alle esperienze attuali e di sviluppare nuove metodologie di ricerca che non solo producono una conoscenza più olistica,  integrando le voci della comunità e recuperando le testimonianze di coloro che vissero in quell’epoca, ma anche lavorando con metodi educativi innovativi.

In sintesi, la mia ricerca cerca di interpretare la memoria storica e il trauma attraverso il fumetto umoristico, combinando lo studio delle strisce a fumetti e dell’interazione con le nuove generazioni. Credo che questo approccio multidimensionale permetta di avvicinarsi alla storia in modo più umano e significativo.

Sara Moscatelli