Grecia Express a Venezia. Un viaggio tra le modernità greche e minoiche

Progetto

L’arte greca e l’arte minoica di Creta sono entrate nell’immaginario collettivo in periodi diversi e sono state consumate, elaborate e reinterpretate sia dagli artisti sia dal grande pubblico. Queste arti sono state variamente impiegate nella creazione di identità, in discorsi etnici, nelle innovazioni artistiche e in altre pratiche culturali al di fuori dell'archeologia.

Il progetto esplora la ricezione delle arti greca e minoica nei secoli XIX e XX mediante le produzioni artistiche ad esse ispirate di Antonio Canova e Mariano Fortuny y Madrazo, promuovendo un dialogo tra Venezia e la Grecia, tra l’antico e il moderno, tra l’archeologia, l’arte e il design. 

L’Accademia di Belle Arti di Venezia ospita numerosi gessi degli inizi dell'Ottocento che ricalcano i famosi Elgin Marbles del Partenone.

Nella prima metà del Novecento Mariano Fortuny y Madrazo si dedica alla produzione degli Scialli Knossos in taffetas di seta, stampati con motivi copiati da fiori e creature marine dipinti sui vasi della Creta minoica.

Fra gli artisti che si sono ugualmente rivolti al mondo minoico per cercare nuove soluzioni artistiche dal carattere innovativo si menzionano i pittori Gustav Klimt, Oscar Kokoschka e Egon Schiele, così come il grande creatore di gioielli Ilias Lalaounis.

Composizione di prove di stampa di Mariano Fortuny y Madrazo. Tra i motivi compare il papiro, ripreso da un vaso minoico pubblicato da Arthur Evans (Archivio Museo Fortuny Venezia; Evans 1906)

A chi si rivolge

Con questo progetto si vuole stimolare la comunità dei cittadini (veneziani e non) a riflessioni critiche sull’uso dell’arte greca nell’immaginario collettivo e sulla sua reinterpretazione a favore dei bisogni della società europea dell’Ottocento e Novecento.

Un percorso espositivo all’interno del Museo Fortuny, connesso a un’aula virtuale ad una webapp, accompagnerà il visitatore in un viaggio che inizia tra le arti minoiche e greche per poi snodarsi fra le produzioni moderne, collegando e mettendo a confronto in modo diretto ed immediato opere, luoghi e periodi storici diversi ed offrendo un’esperienza inclusiva e accessibile a tutti.

Grazie alla collaborazione con il Venice Centre for Digital and Public Humanities (VeDPH), gli studenti potranno sperimentare attività di replica 3D di oggetti antichi, come i calchi delle sculture del Partenone prodotti utilizzando strumenti innovativi e la stampante 3D del laboratorio.

Illustrazione della testa di cavallo appartenente alla decorazione scultorea del Partenone. La scultura è nota anche attraverso i calchi in gesso conservati presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia. (Studio15 Design)

Edizione 2026

  • video e podcast destinati al sito web e ai social media per diffondere in modo accessibile e continuativo i contenuti della ricerca;
  • un ciclo di incontri pubblici, tra cui conferenze presso l’Ateneo Veneto e il Museo Fortuny, momenti di approfondimento rivolti a studenti, cittadini e visitatori;
  • un percorso espositivo al Museo Fortuny, dedicato alle produzioni artistiche di ispirazione greca e minoica presenti a Venezia e associato a un’aula virtuale e una webapp;
  • un workshop e tirocini per studenti, con particolare attenzione alle tecnologie digitali applicate ai beni culturali.

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